Meteo: Mediterraneo orientale a 30°C, freddo nel Golfo del Leone. Gli effetti sul clima europeo

Mediterraneo orientale bollente: valori fino a 30°C tra Cipro e Mar Nero

La fine di luglio 2025 conferma un trend che preoccupa meteorologi e climatologi: il Mar Mediterraneo continua a scaldarsi in modo anomalo, con valori superficiali che in alcune zone raggiungono livelli estremi. I dati satellitari più recenti mostrano un quadro complesso, con un forte contrasto termico tra le diverse aree del bacino.

Acque eccezionalmente calde nel Mediterraneo orientale

La situazione più critica si registra tra Cipro, l’area nord-orientale del Mediterraneo e il Mar Nero. Qui la temperatura superficiale marina ha raggiunto punte di 29-30°C, valori che non solo risultano elevatissimi per la stagione ma che segnano uno scostamento positivo di 4-5°C rispetto alla media climatica di riferimento.

Temperature superficiali Mediterraneo
Temperature superficiali Mediterraneo – fonte: climatebook

Condizioni simili si osservano anche nel nord-est del Mar Egeo, dove le acque viaggiano stabilmente sui 28-29°C, con anomalie di 2-3°C sopra i valori tipici del periodo. Questo scenario alimenta timori per il rischio di fenomeni estremi: mari così caldi sono infatti un fattore che può contribuire a rendere più violenti i temporali e le fasi perturbate che interesseranno l’area mediterranea nelle prossime settimane.

Mediterraneo occidentale più fresco: il ruolo del Mistral

Se a Est si sfiorano i 30 gradi, a Ovest lo scenario è completamente diverso. Nel Golfo del Leone, al largo della costa francese a sud di Marsiglia, le temperature superficiali marine si fermano appena sui 19-20°C, cioè circa 10°C in meno rispetto alle zone più calde del bacino.

In questa parte di Mediterraneo le misure indicano addirittura anomalie negative fino a -4°C, segno di un raffreddamento in controtendenza. Secondo gli esperti, questa situazione è legata all’effetto persistente del Mistral, il vento freddo e secco che soffia da nord-ovest e che favorisce un forte rimescolamento delle acque, portando in superficie masse marine più fredde.

Un mare sempre più estremo: cosa aspettarsi

Il quadro termico così contrastato è uno dei segnali più evidenti dell’instabilità climatica che caratterizza l’area mediterranea. Mari molto caldi come quelli attorno a Cipro e nel Mar Nero possono fornire energia aggiuntiva ai sistemi temporaleschi, aumentando la probabilità di fenomeni intensi, nubifragi e persino eventi di tipo “medicane” (uragani mediterranei) quando si combinano con altre condizioni atmosferiche favorevoli.

Al contrario, le zone più fredde del Mediterraneo occidentale, seppur più stabili in questa fase, mostrano comunque
una dinamica anomala per la stagione.