Il 26 settembre 2022, a 11 milioni di chilometri di distanza, la sonda DART (Double Asteroid Redirection Test) della NASA ha colpito l’asteroide Dimorphos, deviandone l’orbita. Quindici giorni prima dell’impatto, la sonda aveva rilasciato LICIACube (Light Italian CubeSat for Imaging of Asteroids), un piccolo satellite dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) che avrebbe ripreso gli effetti del primo test di difesa planetaria a scala reale mai tentato dall’umanità. LICIACube ha, dunque, eseguito un sorvolo ravvicinato del sito di impatto per acquisire una serie di immagini, fondamentali per permettere di misurare gli effetti della collisione. Dopo aver analizzato le immagini di LICIACube, gli scienziati della NASA e dell’ASI hanno raccolto i dati e pubblicato un report, aggiornato e pubblicato il 21 agosto sulla rivista scientifica Planetary Science Journal.
Sebbene i detriti sprigionati dall’asteroide ammontassero a meno dello 0,5% della sua massa totale, erano comunque 30.000 volte superiori alla massa del veicolo spaziale. L’impatto dei detriti sulla traiettoria di Dimorphos è stato dirompente. Secondo quanto testimoniato dal team DART, i detriti volanti hanno dato a Dimorphos una spinta notevolmente più forte dell’impatto del veicolo spaziale stesso, riporta l’ASI.
Grazie ad una analisi approfondita delle immagini di LICIACube, ricercatori NASA, insieme ai loro colleghi italiani (ASI, INAF e CNR-IFAC), sono riusciti a stimare che la nube (o plume, pennacchio) di polvere, rocce e massi rilasciata da Dimorphos dopo l’impatto ha rilasciato il triplo dell’energia fornita dall’impatto iniziale di DART (che aveva al momento una massa di 610 kg). “Il pennacchio ha avuto l’effetto di una breve accensione di un propulsore di un razzo”, spiega Ramin Lolachi, ricercatore presso il NASA Goddard Space Flight Center a Greenbelt, negli USA, primo autore del rapporto.
Lolachi e colleghi hanno stimato che l’asteroide di 4,3 miliardi di kg ha rilasciato quasi 16 milioni di kg di materiale superficiale a seguito dell’impatto. Sebbene sia una quantità relativamente piccola (meno dello 0,5% della massa totale dell’asteroide), l’effetto del pennacchio sulla traiettoria di Dimorphos ha permesso di accorciare la sua orbita di 33 minuti, come annunciato dal gruppo di ricerca il 19 marzo 2024. Un risultato 27 volte superiore ai 73 secondi previsti come successo di missione.
Modificare la traiettoria di un asteroide
La notizia importante ottenuta dalla missione DART è che anche un impatto con una sonda piccola e leggera può modificare in maniera sensibile la traiettoria di un asteroide con caratteristiche fisiche simili a quelle di Dimorphos. “È plausibile che molti Near-Earth Asteroid abbiano una struttura simile a quella di Dimorphos”, afferma Dave Glenar, planetologo al NASA Goddard e co-autore dell’articolo. “Questo grande effetto deve quindi essere preso in considerazione nella costruzione di una sonda destinata a deflettere asteroidi nel futuro”.
Il gruppo di ricerca ha notato che tipi differenti di asteroidi, come quelli costituiti da materiale più solido e compatto, possono reagire diversamente ad un impatto come quello di DART. “Ogni volta che interagiamo con un asteroide troviamo qualcosa che ci sorprende e quindi c’è molto altro da fare”, afferma Tim Stubbs, planetologo al Goddard e co-autore dell’articolo. “Ma DART ha rappresentato un grande passo in avanti per la difesa planetaria”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?