Una nuova scoperta archeologica a Stonehenge rafforza l’ipotesi di un profondo legame tra il celebre sito preistorico e il Galles. Un dente di mucca, trovato in una mascella e datato al 2500 a.C., è stato analizzato da ricercatori dell’Università di Cardiff e del Museo Nazionale del Galles, rivelando un’origine sorprendente: una fattoria nel Galles occidentale, a circa 225 km di distanza. Lo studio, pubblicato sul Journal of Archaeological Science: Reports, si è avvalso dell’analisi degli isotopi di stronzio. Questo elemento chimico, presente nel dente, varia a seconda del luogo in cui l’animale si è nutrito e ha bevuto, fungendo da “impronta” geografica. I valori riscontrati combaciano perfettamente con quelli del suolo gallese.
Secondo i professori Alice Roberts e Mike Parker Pearson, il ritrovamento non è un caso isolato. Esso suggerisce che il bestiame non era solo una fonte di sostentamento, ma aveva anche un valore simbolico e rituale, ed era parte integrante di un’ampia rete di scambi.
Questa scoperta si aggiunge a precedenti indizi, come l’origine delle “pietre blu” di Stonehenge, anch’esse provenienti dalle Preseli Hills in Galles. Il dente di mucca offre una nuova e tangibile prova che i costruttori di Stonehenge erano in grado di trasportare persone, materiali e bestiame su lunghe distanze, rafforzando la teoria di una profonda connessione culturale tra le due regioni.


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