Morto l’ex astronauta Jim Lowell, comandante della missione Apollo 13: “Houston, abbiamo un problema”

L’ex astronauta Jim Lovell si è spento a 97 anni: con l’Apollo 13, trasformò una missione lunare fallita in un trionfo dell'ingegneria improvvisata

Addio a Jim Lovell: l’astronauta statunitense, comandante della missione Apollo 13, è morto ieri a Lake Forest, in Illinois, all’età di 97 anni. Lo rende noto la NASA, che ha sottolineato che “il carattere e il coraggio incrollabile di Jim hanno aiutato la nostra nazione a raggiungere la Luna e hanno trasformato una potenziale tragedia in un successo da cui abbiamo imparato moltissimo”. Lovell, infatti, ha contribuito a trasformare una missione lunare fallita in un trionfo dell’ingegneria improvvisata. “Piangiamo la sua scomparsa anche se celebriamo i suoi successi”, ha aggiunto l’agenzia governativa civile responsabile del programma spaziale e della ricerca aerospaziale degli Stati Uniti d’America.

Lovell ha volato quattro volte – Gemini 7, Gemini 12, Apollo 8 e Apollo 13 – con i due voli Apollo che hanno affascinato la gente sulla Terra. Nel 1968, l’equipaggio dell’Apollo 8 composto da Lovell, Frank Borman e William Anders fu il primo a lasciare l’orbita terrestre e il primo a volare verso la Luna. Non riuscirono ad atterrare, ma misero gli Stati Uniti davanti ai sovietici nella corsa allo spazio.

Come pilota dell’Apollo 8, Jim e i suoi compagni furono i primi a decollare su un Saturn V e a orbitare attorno alla Luna, dimostrando che l’allunaggio era alla nostra portata”, ha detto il numero uno ad interim della NASA, Sean Duffy. “Come comandante dell’Apollo 13, la sua calma forza sotto pressione contribuì a riportare l’equipaggio sulla Terra sano e salvo, dimostrando rapidità di pensiero e innovazione che avrebbero poi caratterizzato le future missioni della NASA”, ha aggiunto Duffy.

La missione Apollo 13

La quasi disastrosa missione dell’Apollo 13 gli regalò la fama. Lovell ne era a capo e nonostante l’esplosione di una bombola di ossigeno, che impedì l’allunaggio, riuscì a riportare il suo equipaggio a terra. Lovell è passato alla storia per il drammatico SOS lanciato dallo spazio: “Houston, abbiamo un problema“. La storica missione è stata oggetto di un film con protagonista Tom Hanks nei panni di Lovell.

Il ricordo della famiglia

La sua famiglia, in una nota, ne ricorda i traguardi ma soprattutto il ruolo di leader di famiglia. “Siamo rattristati – scrive la famiglia in una dichiarazione – nell’annunciare la scomparsa del nostro amato padre, il capitano della Usn James A. ‘Jim’ Lovell, pilota e ufficiale della Marina, astronauta, leader ed esploratore spaziale. Aveva 97 anni. Siamo enormemente orgogliosi dei suoi straordinari successi nella vita e nella carriera, evidenziati dalla sua leggendaria leadership nel volo spaziale umano pionieristico. Ma, per tutti noi, era papà, nonno e il leader della nostra famiglia. Soprattutto, era il nostro eroe. Ci mancherà il suo incrollabile ottimismo, il suo senso dell’umorismo e il modo in cui ha fatto sentire a ciascuno di noi che potevamo fare l’impossibile. Era davvero unico nel suo genere”, sottolinea la famiglia di Lovell.

La vita di Jim Lovell

Nato a Cleveland, nell’Ohio, il 25 marzo 1928, Lovell ha frequentato l’Università del Wisconsin. Successivamente è entrato nell’Accademia Navale degli Stati Uniti, dove si è diplomato nel 1952. Poi è entrato nella Marine Militare dove per 4 anni diventa pilota collaudatore per il Naval Air Test Center nel Maryland.

Nel 1962 viene selezionato come astronauta dalla NASA. Ha ricoperto il ruolo di pilota di riserva per il volo Gemini 4 e Comandante di riserva per il volo Gemini 9, nonché Comandante di riserva di Neil Armstrong per la missione di allunaggio dell’Apollo 11. Il 4 dicembre 1965, lui e Frank Borman furono lanciati nello spazio con la storica missione Gemini 7. La missione Gemini 12, comandata da Lovell con il pilota Edwin Aldrin, iniziò l’11 novembre 1966.

Lasciò la Marina e il Programma Spaziale nel 1973 e iniziò a lavorare per la Bay-Houston Towing Company in Houston (Texas), diventandone il direttore generale nel 1975. Divenne presidente della Fisk Telephone Systems nel 1977 e successivamente lavorò per la Centel, diventando vicepresidente esecutivo l’1 gennaio 1991. Sposato con Marilyn ha avuto 4 figli.