Topi, moscerini della frutta, microrganismi, cellule e persino semi di piante. È il curioso equipaggio della missione Bion-M2, il nuovo laboratorio spaziale automatizzato russo che oggi, alle 19:13 ora italiana, decolla dal Cosmodromo di Baikonur a bordo di un razzo Soyuz. La missione durerà 30 giorni e punta a studiare come la microgravità e le radiazioni cosmiche influenzino gli esseri viventi.
Un’eredità che parte dagli anni ’70
Bion-M2 raccoglie l’eredità di una lunga serie di missioni avviate nel 1973 con Bion-1, nate per portare campioni biologici nello Spazio e valutarne le reazioni all’ambiente orbitale. L’ultima, Bion-M1 del 2013, si è conclusa con un bilancio negativo: malfunzionamenti a bordo hanno portato alla morte di alcuni animali, tra cui 8 gerbilli. La nuova missione, sviluppata in collaborazione con l’Istituto Vernadsky di Geochimica e Chimica Analitica e l’Istituto di Problemi Medici e Biologici (IMBP), punta a superare quelle difficoltà con un sistema di monitoraggio avanzato.
Un laboratorio orbitante con topi e semi
All’interno della navetta sono alloggiati 75 topi, più di 1.000 moscerini della frutta, microrganismi, colture cellulari e semi di diverse piante. Tutti saranno osservati in tempo reale per valutare le conseguenze dell’esposizione a radiazioni più intense rispetto a quelle sperimentate a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La navetta, infatti, orbiterà a circa 900 km di quota, in una traiettoria polare che porterà gli esperimenti a contatto con livelli di radiazioni superiori del 30% rispetto alla missione Bion-M1.
Polveri lunari e futuro dell’esplorazione spaziale
Oltre al “mini-zoo spaziale”, Bion-M2 trasporta anche 16 provette contenenti polveri e rocce simili a quelle lunari. Lo scopo è simulare possibili utilizzi di questi materiali nelle future costruzioni sulla superficie del nostro satellite naturale, un passo fondamentale in vista dei progetti di basi permanenti.
Rientro con paracadute
Dopo un mese di orbita, la navetta farà ritorno sulla Terra grazie a un sistema di paracadute. I campioni verranno quindi recuperati e analizzati, fornendo dati cruciali non solo per la biologia spaziale, ma anche per le missioni umane di lunga durata oltre l’orbita terrestre.
Con Bion-M2, la Russia rilancia una tradizione scientifica che unisce esplorazione spaziale e ricerca biomedica, aprendo la strada a nuove conoscenze sui limiti della vita nello Spazio.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?