Almeno 6 persone sono morte a a causa delle inondazioni provocate dai monsoni nella città di Laiza, nel Nord del Myanmar al confine con la Cina. A riferirlo è stato un portavoce dell’Esercito per l’Indipendenza Kachin (KIA), il gruppo armato ribelle che controlla l’area. Le piogge torrenziali, iniziate lunedì mattina, hanno causato frane e smottamenti che hanno interrotto la viabilità, rendendo molte strade impraticabili. Sono iniziate le operazioni di soccorso, ma secondo quanto riferito, i posti di blocco militari stanno ostacolando l’arrivo degli aiuti. Un abitante ha raccontato che “tutte le strade sono state danneggiate, e in alcune aree completamente distrutte“.
Il Myanmar si trova nel pieno della stagione monsonica, caratterizzata da piogge intense e frequenti. Nel frattempo, oltre 3,5 milioni di persone risultano sfollate nel Paese, vittime del conflitto interno scoppiato dopo il colpo di Stato del 2021. Molti di loro vivono in campi temporanei, esposti alle intemperie e alle conseguenze delle catastrofi naturali.


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