Archiviata la breve e provvidenziale tregua iniziata a fine luglio, l’estate torna a ruggire con una nuova e insidiosa ondata di calore destinata a colpire con maggiore intensità l’Europa occidentale e il settore centro-occidentale del Mediterraneo. Anche l’Italia è coinvolta in questo nuovo episodio caldo, con effetti che si preannunciano tutt’altro che trascurabili, soprattutto in alcune aree chiave del Paese.
Versante tirrenico, Alpi e Nord-Ovest: le zone più a rischio
I dati dei principali modelli previsionali evidenziano un marcato rialzo delle temperature a partire da questa settimana, con particolare attenzione ai settori del versante tirrenico, delle regioni nord-occidentali e della fascia alpina. In queste aree, infatti, si osservano valori elevati dell’Extreme Forecast Index (EFI) relativo alla temperatura a 2 metri dal suolo: un indicatore utilizzato dai meteorologi per valutare la probabilità di condizioni climatiche eccezionali rispetto alla climatologia locale.

Nel dettaglio, valori EFI compresi tra 0,5 e 0,8 segnalano un’anomalia termica rilevante, mentre quelli superiori a 0,8 indicano l’alta probabilità di condizioni estremamente insolite o addirittura eccezionali. In altre parole, le aree con i valori EFI più alti saranno anche quelle dove il caldo sarà percepito in maniera più estrema e potenzialmente pericolosa per la salute, soprattutto nei centri urbani.
Anomalie anche altrove, ma con minore intensità
Sebbene il focus della calura si concentri su alcune regioni, il resto d’Italia non sarà risparmiato. Le temperature elevate si estenderanno anche su altre zone, con condizioni pienamente estive e localmente afose, soprattutto nelle ore centrali della giornata e nelle ore serali, quando l’isola di calore urbana renderà difficile il raffreddamento notturno.
Fino a quando durerà il caldo? Le incertezze dei modelli
Uno degli aspetti più delicati di questa nuova fase è la sua durata. Le previsioni a medio termine sono ancora incerte, ma al momento gli scenari più accreditati lasciano intendere che la persistenza dell’anticiclone nordafricano potrebbe accompagnarci almeno fino a Ferragosto, e con buone probabilità anche oltre.
Va sottolineato che in questo periodo dell’anno, la combinazione tra alte temperature, suolo secco e mari molto caldi può contribuire ad amplificare la durata e l’intensità di un’ondata di calore, rendendo la sua attenuazione più lenta del previsto.
Un’estate che cambia volto: dal fresco al caldo in pochi giorni
Il passaggio da una fase relativamente fresca e instabile a un nuovo picco di caldo in meno di una settimana conferma quanto l’estate 2025 sia dinamica, estrema e imprevedibile. I fenomeni di transizione rapida da condizioni fresche a condizioni estreme sono un chiaro segnale di un’atmosfera sempre più sensibile agli squilibri termici su scala globale.
In sintesi, prepariamoci a giorni difficili per chi non ama il caldo: la nuova fase è appena cominciata, e potrebbe farci compagnia più a lungo del previsto.
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