Nelle acque dello Stretto di Messina, sulla costa di Reggio Calabria e precisamente alla foce del torrente Calopinace, ieri pomeriggio un pescatore reggino ha pescato un esemplare di pesce pappagallo (famiglia Scaridae), una specie che solitamente popola barriere coralline tropicali e subtropicali. L’esemplare, che vediamo nelle immagini a corredo dell’articolo, è stato catturato da riva con canna, mulinello e galleggiante semi affondante. La presenza di questo pesce nel Mediterraneo rappresenta un evento raro e di grande interesse scientifico, legato con ogni probabilità all’aumento della temperatura delle acque e alla progressiva tropicalizzazione del Mare Nostrum, fenomeno già documentato da diversi studi oceanografici. Ecco perchè il pesce pappagallo negli ultimi decenni si trova sempre più spesso nel Mediterraneo.
Caratteristiche del pesce pappagallo
Il pesce pappagallo deve il suo nome alla particolare conformazione della bocca: i denti sono fusi in una sorta di becco robusto, simile a quello degli uccelli, che gli consente di frantumare coralli e alghe calcaree. Questo meccanismo alimentare svolge un ruolo fondamentale negli ecosistemi tropicali, contribuendo alla formazione della sabbia bianca tipica delle spiagge coralline.
Tra le sue principali caratteristiche:
Colorazione vivace: le tonalità variano dal verde al blu, con sfumature che possono includere rosa, arancione e giallo. Sono tra i pesci più appariscenti dei reef.
Dimensioni: alcune specie possono superare i 40 cm, mentre gli esemplari più grandi arrivano oltre il metro di lunghezza.
Comportamento ecologico: sono erbivori, fondamentali per il mantenimento della salute delle barriere coralline perché impediscono la proliferazione eccessiva delle alghe.
Una rarità nel Mediterraneo
La comparsa del pesce pappagallo nel Mediterraneo, e in particolare nello Stretto di Messina, non è comune. Si tratta di un fenomeno probabilmente connesso alla migrazione lessepsiana, cioè l’arrivo di specie tropicali attraverso il Canale di Suez, favorito dal progressivo riscaldamento delle acque. Negli ultimi anni, diversi report scientifici hanno segnalato la presenza di esemplari isolati di pesci pappagallo in acque italiane, ma si tratta comunque di casi eccezionali che suscitano sempre grande interesse tra biologi marini e appassionati di biodiversità.
Un indicatore dei cambiamenti climatici
La cattura di un pesce pappagallo a Reggio Calabria non rappresenta soltanto una curiosità zoologica, ma anche un campanello d’allarme ambientale. La crescente frequenza di specie aliene o tipicamente tropicali nel Mediterraneo è infatti un segnale evidente della trasformazione degli ecosistemi marini sotto la pressione dei cambiamenti climatici. Studi recenti mostrano che la temperatura media del Mare Nostrum è in aumento e che fenomeni come la tropicalizzazione potrebbero alterare in modo profondo l’equilibrio ecologico, con ripercussioni su pesca, biodiversità e salute delle coste.






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