Gli astronomi dell’Università di Warwick hanno annunciato una scoperta eccezionale che getta nuova luce sulla formazione delle nane bianche, i resti densi di stelle collassate. Utilizzando il telescopio spaziale Hubble, i ricercatori hanno analizzato l’atmosfera di una vicina nana bianca, WD 0525+526, svelando prove che indicano una fusione di 2 stelle come origine. Le nane bianche sono solitamente le braci di singole stelle e possiedono atmosfere composte prevalentemente da idrogeno ed elio, che nascondono gli elementi più pesanti del loro nucleo. WD 0525+526 si è mostrata diversa. Sebbene appaia ordinaria se osservata con telescopi ottici, le osservazioni ultraviolette di Hubble hanno rilevato deboli tracce di carbonio che affiorano in superficie. Questa inusuale presenza di carbonio suggerisce che la stella, con una massa del 20% superiore a quella del Sole, non sia il risultato del collasso di un’unica stella massiccia.
Gli astronomi ritengono che la fusione di 2 stelle binarie possa aver quasi completamente bruciato i normali strati di idrogeno ed elio, permettendo al carbonio del nucleo di raggiungere la superficie. Il co-autore, Antoine Bedard, ha spiegato che la stella ha strati di idrogeno ed elio decine di miliardi di volte più sottili del normale. Ciò rende WD 0525+526 un raro esempio di nana bianca “ultramassiccia” in una fase molto precoce della sua evoluzione post-fusione.
La scoperta offre un’opportunità unica per comprendere meglio il destino dei sistemi stellari binari, un fattore cruciale per fenomeni come le esplosioni di supernova.


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