Il deserto di Atacama, uno dei luoghi più aridi del pianeta, si prepara a un evento straordinario che sfida ogni logica: la fioritura del deserto, nota localmente come “desierto florido“. Questo raro fenomeno, atteso per la fine di settembre, trasformerà il paesaggio spoglio in una vibrante distesa di fiori colorati, la prima dal 2022. Secondo Jorge Carabantes, responsabile delle aree protette presso la Corporazione Nazionale Forestale del Cile (CONAF), la fioritura inizierà nella 3ª settimana di settembre, raggiungendo il suo apice a ottobre per poi svanire nella prima metà di novembre. L’estensione prevista è notevole, coprendo una vasta area che va da Totoral a nord fino a Caleta Chañaral de Aceituno a Sud, come ha spiegato Carabantes a UPI.
Condizioni estreme
La fioritura è un evento eccezionale, scatenato da una combinazione insolita di fattori meteo-climatici: la giusta temperatura, l’adeguata esposizione solare e, soprattutto, abbondanti piogge. Queste precipitazioni sono spesso collegate al El Niño-Oscillazione Meridionale (ENSO), un modello climatico che può portare a condizioni meteorologiche estreme.
Come ha spiegato Ana María Mujica, professoressa alla Pontificia Università Cattolica del Cile, la fioritura coincide con le correnti di El Niño, che portano a temperature più calde, maggiore evaporazione e, di conseguenza, più pioggia. Al contrario, le correnti di La Niña, che sono più fredde, tendono a inibire questo fenomeno.
La fioritura nel deserto di Atacama, un fenomeno che sfida le regole
Tradizionalmente, le fioriture maggiori nel deserto di Atacama si verificano ogni 5 o 7 anni, tra settembre e novembre, la primavera cilena. Tuttavia, negli ultimi tempi, questo schema sembra non essere più così affidabile. Negli ultimi 40 anni si sono contati circa 15 eventi, concentrati nelle aree di Copiapó e Huasco, secondo quanto ha riportato la professoressa Mujica.
Nonostante la rarità, la frequenza del “desierto florido” sembra essere cambiata. Dopo la fioritura del 2015, se ne è verificata un’altra nel 2017, e poi ancora nel 2022, quest’ultima insolitamente durante un periodo di La Niña. La previsione di una nuova fioritura così significativa a soli 3 anni di distanza dal 2022 suggerisce che il fenomeno sta diventando meno prevedibile.
Non solo le fioriture maggiori stanno diventando più frequenti, ma anche quelle più localizzate si stanno verificando in periodi inattesi. Per esempio, l’anno scorso, i fiori sono apparsi a luglio, nel pieno dell’inverno cileno.


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