La Terra gira più velocemente, domani un’altra giornata record

Il nostro pianeta quest'estate gira più velocemente e le ragioni di questa accelerazione della Terra sono diverse

Quest’estate, la Terra gira più velocemente del solito. Il nostro pianeta sta compiendo le sue rotazioni più rapidamente, rendendo le giornate impercettibilmente più brevi e suscitando l’interesse degli scienziati. Domani, 5 agosto, è prevista un’altra giornata insolitamente corta, che durerà 1,25 millisecondi in meno rispetto alle canoniche 24 ore. Non è la prima volta che accade in queste settimane: lo scorso 9 luglio, la giornata è stata più corta di 1,36 millisecondi, seguita da quella del 22 luglio con 1,34 millisecondi in meno, secondo i dati del Servizio Internazionale per la Rotazione Terrestre e i Sistemi di Riferimento (IERS) e dell’Osservatorio Navale degli Stati Uniti.

Un dato impercettibile ma reale

A livello pratico, queste variazioni sono minuscole: un giorno dura in media 86.400 secondi, ma fattori come le forze gravitazionali della Luna, i movimenti atmosferici stagionali e le dinamiche del nucleo liquido terrestre fanno sì che la durata effettiva cambi leggermente da un giorno all’altro. Differenze così piccole non hanno effetti immediati sulla vita quotidiana. Tuttavia, nel tempo, anche millisecondi possono creare problemi a sistemi altamente sensibili come satelliti, reti di telecomunicazioni e orologi digitali.

Per questo, dagli anni ’50, il tempo ufficiale – il Tempo Coordinato Universale (UTC) – viene calcolato grazie a circa 450 orologi atomici, capaci di misurare le oscillazioni degli atomi con una precisione straordinaria. In parallelo, astronomi e geofisici controllano la rotazione terrestre usando satelliti e osservazioni astronomiche, così da rilevare eventuali discrepanze tra il tempo misurato dagli orologi atomici e il tempo reale impiegato dalla Terra per completare una rotazione.

Il record risale al 5 luglio 2024, quando la giornata è risultata più corta di ben 1,66 millisecondi: il giorno più breve mai registrato da quando esistono gli orologi atomici.

Verso un secondo intercalare negativo?

Dal 1972, per compensare la discrepanza tra la rotazione terrestre e il tempo atomico, l’IERS ha introdotto i cosiddetti “secondi intercalare”: dei veri e propri “aggiustamenti” che inseriscono occasionalmente un secondo in più nell’UTC, un po’ come accade con gli anni bisestili. Ne sono stati aggiunti 27, ma negli ultimi anni il ritmo si è fermato: l’ultimo è stato inserito nel 2016.

Ora, però, si profila una novità mai sperimentata prima: se la Terra continuerà a girare più velocemente, potrebbe diventare necessario togliere un secondo invece che aggiungerlo. Si tratterebbe di un “secondo intercalare negativo”. Duncan Agnew, geofisico della Scripps Institution of Oceanography, ha stimato che la probabilità di doverlo introdurre da qui al 2035 sia attorno al 40%.

La prospettiva di un secondo intercalare negativo solleva preoccupazioni. Judah Levine, fisico e membro del National Institute of Standards and Technology, ha spiegato alla CNN che permangono ancora problemi con i secondi intercalare positivi dopo 50 anni. “Ci sono ancora luoghi che lo fanno in modo errato o al momento sbagliato, o con il numero sbagliato, e così via. E questo con un secondo intercalare positivo, che è stato fatto più e più volte. C’è una preoccupazione molto maggiore per il secondo intercalare negativo, perché non è mai stato testato, mai provato“. Dato che molti sistemi tecnologici fondamentali si affidano agli orologi e al tempo per funzionare – come le telecomunicazioni, le transazioni finanziarie, le reti elettriche e i satelliti GPS, solo per citarne alcuni – l’avvento del secondo intercalare negativo è, secondo Levine, in qualche modo simile al problema del Y2K.

Perché la Terra gira più velocemente

Le ragioni di questa accelerazione sono diverse. La Luna e le maree influenzano costantemente la velocità della rotazione terrestre: la rallentano quando il satellite si trova sopra l’equatore, la velocizzano quando si sposta a latitudini diverse. Inoltre, d’estate, la Terra tende naturalmente a girare un po’ più in fretta per via di cambiamenti atmosferici: ad esempio, quando il jet stream si sposta, rallenta l’atmosfera e, per conservazione del momento angolare, il pianeta accelera.

Un altro fattore è il comportamento del nucleo liquido terrestre, che negli ultimi decenni ha mostrato segnali di rallentamento, provocando un’accelerazione della parte solida del pianeta.

Il ruolo del clima

Paradossalmente, anche il cambiamento climatico ha un ruolo. Lo scioglimento dei ghiacci in Groenlandia e Antartide ridistribuisce grandi masse d’acqua negli oceani, contribuendo a rallentare leggermente la rotazione terrestre. “Se quel ghiaccio non si fosse sciolto, se non avessimo avuto il riscaldamento globale, allora avremmo già un secondo intercalare negativo, o saremmo molto vicini ad averlo”, ha dichiarato Agnew alla CNN.

Secondo uno studio recente, in uno scenario in cui le emissioni continuassero a crescere, entro fine secolo l’effetto del cambiamento climatico potrebbe diventare più forte persino di quello esercitato per miliardi di anni dalla Luna.

Un futuro incerto

Al momento, la situazione resta sotto controllo e gli scienziati continuano a monitorare attentamente ogni micro-variazione. “L’accelerazione è ancora entro limiti ragionevoli”, ha rassicurato Benedikt Soja del Politecnico di Zurigo. “Forse tra qualche anno, potremmo vedere di nuovo una situazione diversa, e a lungo termine, potremmo vedere il pianeta rallentare di nuovo. Questa sarebbe la mia intuizione, ma non si sa mai”, ha dichiarato alla CNN.

Intanto, domani vivremo – senza accorgercene – un’altra giornata leggermente più corta. Una dimostrazione affascinante di quanto il nostro pianeta sia vivo, dinamico e sorprendentemente veloce.