Nove anni dopo il tragico terremoto che ha distrutto Amatrice, la comunità si è riunita per commemorare le vittime e lanciare un segnale forte alla politica. Per la prima volta, infatti, le istituzioni non sono state invitate formalmente, una scelta fatta dall’amministrazione locale per dare dignità esclusiva al dolore e al lutto e per chiedere un’accelerazione della ricostruzione. Le celebrazioni sono iniziate con una veglia notturna e una fiaccolata che ha attraversato il centro storico, culminando alle 03:36 con la lettura dei nomi delle vittime. Questa mattina, la solenne deposizione della corona del governo al monumento dedicato alle vittime e una messa officiata dal vescovo di Rieti, Vito Piccinonna, che ha invitato a guardare al futuro con spirito di comunione.
Il sindaco Giorgio Cortellesi ha sottolineato l’importanza di una ricostruzione “realistica e non illusoria“, chiedendo a tutti di fare la propria parte. “Bisogna accelerare la ricostruzione, il disegno della città futura“, ha dichiarato, “dalle infrastrutture ai servizi moderni ed efficaci, sempre nello spirito di unità che deve caratterizzare una comunità resiliente come la nostra“. Il messaggio è chiaro: la comunità di Amatrice vuole voltare pagina e ricostruire, ma ha bisogno di risposte concrete e immediate per poter guardare al futuro.



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