A quasi un decennio dal devastante terremoto del 24 agosto 2016 in Centro Italia, la ricostruzione nei territori umbri mostra un quadro a 2 velocità. Se da una parte il capoluogo di Norcia si avvia verso una quasi completa rinascita, i piccoli borghi e le frazioni, come San Pellegrino, stanno affrontando un percorso più lento e tortuoso. Come riportato dal sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera, la ricostruzione è in fase avanzata nel centro cittadino. “Nel giro di un paio d’anni, esclusi alcuni edifici religiosi, il centro sarà completato“, ha dichiarato all’ANSA. Al contrario, il borgo di San Pellegrino, che Boccanera definisce “uno dei luoghi più colpiti e simbolici del sisma“, ha visto i lavori procedere con maggiore lentezza. Le principali criticità, come spiega il sindaco, sono state legate a problemi di proprietà, successioni e immobili su terreni gravati da uso civico.
Nonostante le difficoltà, la speranza non è andata perduta. “Oggi, però, possiamo dire che si intravede la fase operativa che porterà alla vera rinascita di San Pellegrino“, ha sottolineato Boccanera.
Il futuro di Castelluccio
Anche Castelluccio di Norcia, un’altra delle aree più colpite, sta vivendo un progetto di ricostruzione innovativo e complesso. È in fase di realizzazione una “piastra antisismica” su cui sorgeranno le nuove abitazioni, un’iniziativa ingegneristica volta a garantire la massima sicurezza futura. Secondo il sindaco Boccanera, i lavori sono stati approvati e le prime case torneranno a essere abitate a partire dal 2028.












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