Il tifone Kajiki si abbatte su Cina e Vietnam: evacuazioni di massa e onde fino a 9,5 metri nel Golfo del Tonchino | FOTO

Piogge torrenziali hanno colpito nelle scorse ore la Cina, mentre il tifone Kajiki prosegue la sua corsa verso le coste del Vietnam centrale

  • tifone Kajiki cina
    Sanya, Hainan (Cina)
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    Sanya, Hainan (Cina)
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    Sanya, Hainan (Cina)
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Raffiche di vento violente e piogge torrenziali hanno colpito nelle scorse ore l’isola cinese di Hainan e le aree costiere della provincia di Guangdong, mentre il tifone Kajiki proseguiva la sua corsa verso le coste del Vietnam centrale. Secondo l’agenzia di stampa Xinhua, circa 20mila persone sono state evacuate preventivamente in Cina, con oltre 21mila membri di equipaggi di pescherecci rientrati a terra. A Sanya, nota località balneare di Hainan, le autorità hanno disposto la chiusura delle attività turistiche, la sospensione dei trasporti pubblici e la messa in sicurezza dei porti.

Il Centro Meteorologico Nazionale della Cina ha registrato venti sostenuti fino a 162 km/h e previsto precipitazioni comprese tra 250 e 350 millimetri sull’isola di Hainan.

Tifone Kajiki, allerta anche in Vietnam

Intanto, il Vietnam si prepara all’arrivo della tempesta, attesa per questa mattina intorno alle 8 ora italiana. Il Centro nazionale di previsioni idrometeorologiche del Vietnam stima venti vicini ai 157 km/h al momento dell’impatto.

Si tratta del 5° tifone a colpire il Vietnam nel 2025, e le autorità hanno avviato una vasta operazione di evacuazione: oltre 325mila residenti di 5 province costiere sono stati trasferiti in rifugi temporanei, spesso allestiti in scuole ed edifici pubblici.

Durante la notte ora locale, la città costiera di Vinh è stata parzialmente allagata. Le strade appaiono deserte, molte attività commerciali hanno chiuso e rinforzato gli ingressi con sacchi di sabbia. Nel Golfo del Tonchino sono state registrate onde fino a 9,5 metri, mentre le autorità hanno imposto il divieto assoluto di uscita in mare.

A Hue, nel Vietnam centrale, i contadini hanno accelerato la raccolta del riso per ridurre al minimo i danni agricoli, mentre le province costiere hanno rafforzato argini, bacini e sistemi di irrigazione per contenere le possibili inondazioni.