Un anno fa il naufragio del Bayesian, il super yacht affondato nelle acque del Palermitano nella notte tra il 18 e il 19 agosto. Un “carico di lavoro tremendo” per i sommozzatori dei Vigili del Fuoco. Così dichiarò la SIMSI (Società Italiana di Medicina Subacquea ed Iperbarica). Furono 5 giorni di lunghe e delicate operazioni in mare, a 50 metri di profondità, in uno scenario d’intervento altamente complesso, ricordano i Vigili del Fuoco. Oltre 40 gli specialisti sommozzatori, giunti dai nuclei di Sicilia, Sardegna, Campania, Lazio, Puglia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Calabria che parteciparono alle operazioni al largo di Porticello e che si alternarono nelle ricerche dei dispersi, effettuando 123 immersioni per un totale di 4.370 minuti.
Dei 22 passeggeri dello yacht, 15 furono recuperati nelle prime fasi del soccorso, 7 invece le persone riportate in superficie purtroppo senza vita. Ogni giorno, il dispositivo di soccorso del Corpo nazionale era composto da 27 sommozzatori: tra questi ebbero un ruolo fondamentale gli 11 speleo e gli 8 abilitati alla procedura DNO (decompressione in nitrox), che attraverso l’utilizzo di particolari miscele in fase di decompressione hanno una permanenza maggiore in immersione profonda.
Bayesian, resta il mistero
Il Bayesian è affondato mentre nella zona imperversava una tempesta. Sette le vittime: il magnate Mike Lynch, sua figlia Hannah, i coniugi Bloomer, il cuoco Recaldo Thomas e i coniugi Morvillo. Rimane il mistero sulle cause dell’affondamento. La procura di Termini Imerese ha indagato con l’accusa di naufragio colposo il comandante James Cutfield, l’ufficiale di macchina Tim Parker Eaton e il marinaio di guardia quella notte Matthew Griffiths. L’inclinazione del veliero e il lungo albero che arriva a toccare l’acqua in poco tempo avrebbero portato l’imbarcazione a non essere più governata.
C’è anche una seconda inchiesta per la morte del sub olandese durante i lavori per tagliare l’albero dall’imbarcazione recuperata dopo 5 giorni di delicate operazioni, a 50 metri di profondità, in uno scenario d’intervento altamente complesso.


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