Verso l’ignoto: una microsonda per svelare i segreti dei buchi neri

Missione audace: una piccola microsonda potrebbe studiare da vicino un buco nero

Un’idea che fonde fantascienza e fisica avanzata potrebbe presto diventare realtà. Il cosmologo italiano Cosimo Bambi dell’Università di Fudan in Cina ha proposto una missione audace: inviare una microsonda delle dimensioni di una graffetta a studiare da vicino un buco nero. Il concetto, pubblicato sulla rivista iScience, si basa su tecnologie che, sebbene non ancora disponibili, potrebbero essere operative tra 20 o 30 anni.

Una microsonda per svelare i segreti dei buchi neri

La missione rappresenta una doppia sfida. La prima consiste nell’identificare un buco nero a una distanza accessibile. Sebbene questi oggetti non emettano luce, nuove tecniche di rilevamento hanno già permesso di fotografarne due, grazie al progetto Event Horizon Telescope. Secondo Bambi, è statisticamente probabile che ne esistano altri a 20-25 anni luce dalla Terra, e le future tecnologie di osservazione ci permetteranno di scoprirli.

Una volta individuato l’obiettivo, la seconda sfida è raggiungerlo. Un’impresa impossibile per le attuali sonde spaziali, ma non per una microsonda di appena un grammo. Questa minuscola navicella sarebbe dotata di un microchip e una vela fotoelettrica. Un potente laser terrestre colpirebbe la vela con fotoni, accelerando la sonda a un terzo della velocità della luce. In questo modo, il viaggio verso un buco nero lontano 20 anni luce durerebbe circa 80 anni.

L’arrivo della sonda offrirebbe l’opportunità di condurre esperimenti senza precedenti, permettendo agli scienziati di confrontarsi con i più grandi enigmi della fisica. Bambi si mostra ottimista, paragonando la sua proposta alle previsioni un tempo considerate impossibili, come la rilevazione delle onde gravitazionali o la fotografia dei buchi neri, oggi realtà scientifiche.