La missione spaziale Psyche della NASA, lanciata nell’ottobre del 2023, ha compiuto un’azione insolita durante il suo viaggio verso l’omonimo asteroide: ha invertito la rotta per scattare una foto della Terra e della Luna. A una distanza di circa 290 milioni di km, la sonda ha puntato le sue telecamere gemelle verso casa, con l’obiettivo di testare il loro funzionamento. Questo gesto è parte di una tradizione che vede le veicoli spaziali scattare foto del nostro pianeta da distanze incredibili.
Perché la NASA ha scattato una foto della Terra?
Non si è trattato di una semplice formalità, ma di un passo fondamentale per la calibrazione degli strumenti di bordo. In questo caso, l’obiettivo era testare le telecamere per verificare la loro risposta alla luce solare riflessa. L’asteroide Psyche, che la sonda raggiungerà e inizierà a orbitare nel 2029, è un corpo celeste unico. Secondo gli scienziati, potrebbe trattarsi del nucleo superstite di un protopianeta, che ha perso i suoi strati esterni a causa di impatti e collisioni. A differenza della maggior parte degli asteroidi rocciosi o ghiacciati, si ritiene che Psyche sia composto in gran parte da metalli preziosi, tra cui oro, platino e nichel. Ciò lo renderebbe un “tesoro” minerario nel Sistema Solare.
La calibrazione degli strumenti di Psyche è cruciale per la buona riuscita della missione. La sonda è dotata di magnetometri, di uno spettrometro a raggi gamma e neutroni, e del Multispectral Imager (MI), che servirà a raccogliere dati geologici, topografici e di composizione dell’asteroide. Per affinare le sue osservazioni, la sonda ha già scattato immagini di altri corpi celesti, come Giove e Marte, i cui spettri sono simili a quelli dell’asteroide.
Un viaggio nel passato del Sistema Solare
Le immagini di prova della Terra e della Luna non saranno le ultime. La sonda impiegherà ancora 4 anni per raggiungere la sua destinazione e, durante il percorso, continuerà a calibrare i suoi strumenti con altri corpi celesti, come Saturno o l’asteroide Vesta. Questo processo è vitale per ottenere dati precisi e affidabili una volta che la sonda inizierà la sua indagine scientifica.
Studiare l’asteroide Psyche darà agli scienziati la possibilità di osservare un nucleo planetario direttamente, rispondendo a importanti domande sulla formazione della Terra e di altri corpi rocciosi. “Stiamo in un certo senso collezionando ‘carte da collezione’ del Sistema Solare da questi diversi corpi e le stiamo facendo passare attraverso il nostro processo di calibrazione per assicurarci di ottenere le risposte giuste“, ha affermato Jim Bell, responsabile dello strumento di imaging di Psyche. Questa fase di test, che include anche i magnetometri e lo spettrometro, conferma che gli strumenti sono pronti e funzionanti per la parte più importante della missione.


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