Un terremoto di proporzioni epocali, il più potente degli ultimi decenni, ha scosso la penisola della Kamchatka, in Russia, il 30 luglio. La scossa magnitudo 8.8 non ha solo provocato onde di tsunami e danni, ma ha anche causato un’incredibile trasformazione geologica: l’intera parte meridionale della penisola si è spostata di quasi 2 metri verso Sud/Est. Il dato, di straordinaria rilevanza scientifica, è stato diffuso dalla sezione della Kamchatka del Centro di Ricerca Federale del Servizio Geofisico Unificato dell’Accademia Russa delle Scienze. I calcoli geodinamici preliminari, pubblicati su Telegram, hanno rivelato l’entità del fenomeno.
Russia, terremoto in Kamchatka: spostamenti geodinamici e confronto storico
“Dove è andata la Kamchatka dopo il forte terremoto?” si legge nel messaggio dell’agenzia. “La nostra analisi iniziale basata sulle osservazioni geodinamiche ha rivelato che la regione si è spostata in modo evidente verso Sud/Est. I maggiori spostamenti cosismici si sono verificati nella parte meridionale della penisola, raggiungendo quasi 2 metri, un dato paragonabile agli spostamenti orizzontali osservati dopo il terremoto di Tohoku del 2011 in Giappone“.
Questo confronto non è casuale: il terremoto di Tohoku, di magnitudo 9.1, è stato uno degli eventi sismici più devastanti della storia moderna, e anche in quell’occasione si registrarono spostamenti significativi della crosta terrestre.
Effetti sul territorio e attività vulcanica
Gli scienziati hanno notato che lo spostamento maggiore si è verificato sull’orlo meridionale dell’epicentro, il che si allinea perfettamente con il modello sismico preliminare. Di conseguenza, mentre Petropavlovsk-Kamchatsky, il capoluogo, ha sperimentato scosse relativamente lievi, un forte effetto macrosismico è stato percepito a Severo-Kurilsk, nelle Isole Curili settentrionali.
L’impatto del terremoto non si è limitato solo allo spostamento della crosta. Le onde di tsunami generate hanno causato danni parziali alle infrastrutture portuali, e l’emergenza è stata dichiarata nella regione delle Curili settentrionali.
La conseguenza più sorprendente è stata l’aumento dell’attività vulcanica nella penisola, notoriamente una delle aree con la maggiore concentrazione di vulcani al mondo. Klyuchevskaya Sopka è stato il primo a eruttare, seguito a breve distanza dal vulcano Krasheninnikov, che era rimasto inattivo per quasi mezzo secolo.


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