“Ad oggi, secondo i casi notificati sulla piattaforma nazionale coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità, l’Italia ha registrato 145 casi confermati di infezione da West Nile virus nell’uomo, 59 si sono manifestate nella forma neuroinvasiva, 10 casi asintomatici identificati in donatori di sangue, 75 casi di febbre, un caso asintomatico”. Lo ha detto il Ministro della Salute Orazio Schillaci nella sua informativa in Senato sulle misure di prevenzione e di contrasto della diffusione del virus West Nile.
“Negli ultimi anni, alcune malattie trasmesse da vettori come le zanzare stanno mostrando una diffusione sempre più ampia anche in Italia, speciale nei mesi estivi. A partire dal 2008, con i primi casi umani autoctoni registrati nell’Emilia Romagna, il virus si è progressivamente diffuso stabilizzandosi nel tempo. Negli anni successivi – ha aggiunto – le segnalazioni sono aumentate e secondo i bollettini epidemiologici, dal 2018 in poi si osserva una presenza costante del virus durante la stagione estiva con casi sia nell’uomo che negli animali soprattutto in uccelli e cavalli”.
“Situazione sotto controllo”
“La situazione è sotto controllo, costantemente monitorata ed in linea con gli anni precedenti. Il 12 agosto una delegazione sarà inoltre a Latina a Caserta per un incontro con le autorità locali”, ha affermato Schillaci, nell’informativa fatta alla Commissione Affari sociali del Senato. “Non ricordo allarmi mediatici nel 2018 e 2022 sul virus West Nile nonostante in quegli anni ci siano stati più casi e decessi”. Il Ministro ha precisato che attualmente le “regioni con il maggior numero di casi sono Lazio e Campania. Sono 37 le province con circolazione del virus in 10 regioni”.
Nel corso dell’informativa, Schillaci ha spiegato che tra le misure di prevenzione della diffusione del West Nile si rilevano “uso di repellenti, zanzariere e abbigliamento che copre il corpo. E occorrerebbe”, inoltre, “evitare i ristagni d’acqua”.
“Nord meno colpito per clima instabile”
“Negli ultimi anni alcune malattie trasmesse da vettori, come le zanzare, stanno mostrando una diffusione sempre più ampia anche in Italia, soprattutto durante i mesi estivi. Sebbene il cambiamento climatico stia in generale ampliando le aree geografiche favorevoli alla trasmissione del virus West Nile, la sua circolazione effettiva in un determinato anno dipende in larga parte dalle condizioni meteorologiche stagionali, che possono favorire o ostacolare temporaneamente il ciclo di trasmissione. Nel 2025, le regioni del Nord Italia potrebbero vedere un interessamento da casi autoctoni più blando rispetto alle aree del Centro proprio a causa di un inizio estate caratterizzato da un andamento termico più fresco e instabile rispetto agli anni precedenti”, ha detto il Ministro Schillaci, durante l’informativa in Commissione Affari sociali al Senato.
L’Italia, ha inoltre sottolineato Schillaci, “ha una combinazione di fattori favorevoli per la circolazione del virus West Nile e altri arbovirus: collocazione lungo le rotte migratorie degli uccelli selvatici (serbatoi naturali) e temperature e habitat favorevoli alla moltiplicazione di vettori, in molte aree climaticamente idonee alla loro sopravvivenza ed espansione”.
“Istituita una cabina di regia permanente per rafforzare le misure”
La risposta alla diffusione del virus West Nile “è disciplinata dal Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi (PNA) 2020-2025” e “il Ministero della Salute assicura il pieno supporto alla rete dei servizi sanitari e territoriali”, ha continuato Schillaci. Il PNA, ha ricordato il Ministro, prevede tra le altre misure anche “disinfestazioni strategiche, da avviare già a marzo, e da calibrare sullo sviluppo stagionale delle zanzare, usando formulati adeguati per limitare lo sviluppo di resistenze. E viene dedicata una componente specifica alla formazione, riconoscendola come elemento essenziale”.
Il Dipartimento di prevenzione ricerca ed emergenze sanitarie, con il Dipartimento One Health, ha anche sottolineato il Ministro, “ha istituito una cabina di regia permanente, che, insieme al Gruppo Operativo Arbovirosi, lavorerà, in un’ottica One Health, per un ulteriore rafforzamento delle misure. Questo organo verrà inserito nel prossimo Piano Nazionale Arbovirosi”.
Nell’ambito delle attività di potenziamento della comunicazione al pubblico, inoltre, “affinché siano fornite informazioni per garantire una risposta adeguata ai bisogni sanitari dei cittadini, è attivo il numero di pubblica utilità 1500 del Ministero della Salute. Dal 21 al 25 luglio, il numero di pubblica utilità ha ricevuto più di 400 chiamate – ha detto il Ministro – il 32% di queste ha riguardato le modalità di protezione dalle punture di zanzare e quindi dal virus West Nile, e richiesta di informazioni sulle attività di disinfestazione effettuate sia nell’area di residenza, sia in quella di destinazione del soggiorno feriale estivo”.


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