Alaska, geologo italiano scomparso durante missione di ricerca sul ghiacciaio Mendenhall

Pozzobon, 40 anni, risulta disperso dal 2 settembre scorso: "sembra che sia stato travolto dall'acqua di fusione e sia scomparso"

Riccardo Pozzobon, ricercatore dell’Università di Padova, è scomparso durante una missione di ricerca sul ghiacciaio Mendenhall, in Alaska. Pozzobon, 40 anni, risulta disperso dal 2 settembre scorso e le ricerche si sono concluse senza riuscire a recuperare il corpo. Pozzobon era partito per l’Alaska con il progetto Gemini, finanziato dal National Geographic Grant Program, con l’obiettivo di studiare le fratture dei ghiacciai dell’icefield di Juneau, uno dei più estesi al mondo. Il team doveva condurre rilievi sul campo e osservazioni da satellite. Studiando i ghiacciai dell’Alaska, i ricercatori volevano esplorare i segreti nascosti nelle profondità ghiacciate di corpi celesti lontani come Europa o Encelado.

Giovedì 4 settembre, la Società geologica italiana aveva comunicato che Pozzobon “mentre riempiva la borraccia, sembra che sia stato travolto dall’acqua di fusione e sia scomparso. Le squadre di soccorso sono arrivate tempestivamente e durante l’intera giornata hanno continuato la ricerca di Riccardo, ma purtroppo, oggi hanno comunicato che le ricerche si sono concluse senza risultato”. Pozzobon è stato trascinato in un inghiottitoio. Dopo giorni di ricerche senza risultati, le autorità americane hanno sospeso le operazioni.

Il cordoglio di Luca Parmitano e Bernini

Laureato in Geologia nel 2010, Pozzobon aveva conseguito il dottorato in Geologia Planetaria nel 2015 e collaborava con l’Istituto Nazionale di Astrofisica. Le sue ricerche si concentravano sulle sottosuperfici planetarie, in particolare sui tubi di lava, e lo avevano portato a diventare istruttore per l’ESA, trasmettendo le sue competenze agli astronauti, tra cui Luca Parmitano, che ha voluto esprimere personalmente il suo cordoglio.

Il ricercatore era noto a livello internazionale anche per le sue scoperte pubblicate l’anno scorso sulla rivista Nature. Per il geologo padovano è arrivato anche il messaggio di cordoglio del Ministro dell’Università Anna Maria Bernini:la notizia che arriva dall’Alaska lascia senza parole. Una tragedia che tocca profondamente una famiglia e scuote l’intera comunità scientifica, a Padova e in tutta Italia. Le immagini di Riccardo con il suo sorriso luminoso nei ‘suoi’ luoghi di ricerca sono le immagini di un uomo innamorato del proprio lavoro. Nei suoi occhi c’è quella curiosità inesauribile che muove ogni vero ricercatore. Il mio abbraccio più sincero alla sua famiglia, agli amici e a tutti i suoi colleghi”.

I conoscenti, sgomenti, ne sottolineano anche le doti umane. “Riccardo era un caro amico per molti, una persona meravigliosa, buona, allegra, generosa, empatica e gentile, oltre che un ricercatore appassionato che ha dato contributi significativi alle scienze planetarie”, ricordano gli amici della Società geologica italiana, facendo sapere che si sta cercando di istituire un fondo di donazione per la moglie Claudia e il figlio Leonardo.

Toni simili dal Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova: “Riccardo era non solo un brillante ricercatore con una passione sconfinata per la geologia, ma era anche una persona generosa e capace di mettere sempre a disposizione le sue competenze con entusiasmo e con una felicità contagiosa“, spiega Francesco Sauro, speleologo e geologo che ha condiviso molte missioni sul campo con Pozzobon.

Commozione anche nelle parole della rettrice, Daniela Mapelli: “Il dolore e il senso di ingiustizia, impotenza di fronte a questa morte così prematura si accompagnano alla volontà, già da ora, di ricordare Riccardo. L’Università si stringe attorno alla compagna, al giovane figlio, ai genitori, alla sorella, alle amiche e agli amici del nostro ricercatore”.