La biologia del XXI secolo ha vissuto una rivoluzione con il sequenziamento dei genomi. Tuttavia, conoscere la sequenza del DNA non basta per spiegare come i geni si traducano in funzioni cellulari complesse. Proprio per colmare questo divario nasce il Biodiversity Cell Atlas (BCA), un’iniziativa scientifica globale che punta a mappare la diversità cellulare lungo l’intero albero della vita eucariotica, utilizzando le più avanzate tecniche di analisi a singola cellula. Negli ultimi decenni sono stati sequenziati oltre 10.000 genomi eucariotici, grazie a progetti come l’Earth BioGenome Project, trasformando radicalmente la genetica evolutiva, la biotecnologia e la medicina.
Tuttavia, il collegamento tra il genoma e la funzione cellulare resta in gran parte oscuro. Le cellule, infatti, sono i veri “decodificatori” del DNA: attraverso meccanismi dinamici traducono le informazioni genetiche in funzioni specifiche, differenziandosi in una moltitudine di tipi e stati. Le tecnologie di single-cell omics, come il sequenziamento dell’RNA a singola cellula (scRNA-seq) o la trascrittomica spaziale, permettono oggi di identificare e classificare i tipi cellulari sulla base dei loro profili molecolari. È la stessa logica che ha guidato il Human Cell Atlas, ma estesa ora a una dimensione filogenetica senza precedenti.
Obiettivi e potenziali applicazioni
Il Biodiversity Cell Atlas si propone di:
- Creare atlanti cellulari completi di centinaia di specie, priorizzando quelle filogeneticamente strategiche o con genomi già disponibili.
- Standardizzare tecniche sperimentali e pipeline computazionali per rendere i dati comparabili tra organismi.
- Fornire un database aperto per analisi su scala globale.
Le applicazioni sono vastissime:
- Biotecnologia e medicina: scoprire nuovi enzimi, peptidi antimicrobici, geni per metabolismo ed efficienza energetica.
- Ricerca di base: identificare tipi cellulari sconosciuti, ricostruire traiettorie di differenziamento, creare nuove classificazioni evolutive delle cellule.
- Conservazione ambientale: applicare il single-cell profiling come strumento di biomonitoraggio per valutare ecosistemi e risposte agli stress ambientali.
Le sfide tecniche e organizzative
Il progetto deve affrontare difficoltà significative:
- Raccolta e dissociazione delle cellule in specie con pareti cellulari o tessuti complessi.
- Standardizzazione dei dati, con annotazioni genetiche e metriche di qualità ancora incomplete per molte specie.
- Collaborazione internazionale: il BCA segue i principi del Protocollo di Nagoya, garantendo la condivisione dei benefici con i paesi da cui provengono i campioni.
Verso un “albero della vita cellulare”
Il traguardo finale del BCA è ambizioso: costruire un vero e proprio “albero della vita dei tipi cellulari”, che permetta di comprendere l’origine e l’evoluzione delle cellule, i meccanismi di regolazione genomica e i processi che hanno dato forma alla complessità biologica. Come il sequenziamento dei genomi ha rivoluzionato la biologia negli ultimi 30 anni, l’atlante della biodiversità cellulare promette di ridefinire il futuro delle scienze della vita, aprendo la strada a scoperte imprevedibili in biologia, medicina, ecologia ed evoluzione.



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