Un’imponente tempesta solare è in viaggio verso la Terra e potrebbe regalare spettacolari aurore boreali ben oltre le regioni polari. Potrebbe verificarsi un raro fenomeno definito “CME cannibale”, ovvero un’espulsione di massa coronale (CME) in cui un’eruzione solare più veloce raggiunge e ingloba una precedente più lenta, amplificando gli effetti della tempesta geomagnetica. Secondo lo Space Weather Prediction Center della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), una CME generata il 30 agosto da una potente eruzione di classe M2.7 nella regione attiva AR 4199 del Sole è diretta verso la Terra e dovrebbe raggiungerla tra 1 e 2 settembre.
Secondo le previsioni NOAA, sono possibili condizioni di tempesta geomagnetica di livello G2–G3 (moderata-forte) con possibilità bassa di un picco fino a G4 (severa). In queste condizioni, le aurore potrebbero spingersi fino latitudini inusuali. È possibile che l’aurora torni a farsi vedere anche in Italia stanotte, quantomeno dalle Alpi. Ma sono previsioni da prendere con le pinze, visto che si tratta di orevisioni fortemente soggette ad errori sia di intensità che temporali.
Inoltre, ad aggiungere difficoltà, il maltempo che interessa il Nord Italia potrebbe ostacolare la visibilità del fenomeno, così come a luminosità della Luna crescente.
Cosa sono le CME e perché hanno effetti sulla Terra
Le espulsioni di massa coronale sono enormi nubi di plasma e campi magnetici scagliate nello Spazio dal Sole. Quando queste particelle raggiungono il campo magnetico terrestre, interagiscono con esso producendo le spettacolari aurore boreali e australi. Oltre all’impatto visivo, tempeste solari particolarmente intense possono disturbare i satelliti, le comunicazioni radio e, nei casi più gravi, le reti elettriche.



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