La prefettura della Corsica del Sud ha comunicato una diminuzione significativa della disponibilità idrica, in particolare nell’estremo Sud dell’isola, un’area che include comuni chiave come Porto-Vecchio e Bonifacio. I livelli attuali delle riserve sono scesi sotto quelli registrati negli anni di siccità 2003 e 2017, portando all’introduzione di misure restrittive più severe per gestire la situazione. Il livello di riempimento delle dighe dell’Ospedale e di Figari – cruciali per l’approvvigionamento di nove comuni – ha raggiunto il 19%. Le autorità sottolineano che, nonostante le restrizioni già in atto da inizio estate, il fabbisogno di acqua potabile rimane superiore alla media degli ultimi dieci anni. Questa dinamica ha già richiesto l’adozione di misure di emergenza da parte dei comuni interessati.
Nuove restrizioni e appello alla responsabilità
Per prevenire possibili interruzioni nell’erogazione di acqua potabile, la prefettura ha inasprito le limitazioni. Le nuove direttive, in vigore fino a nuovo avviso, vietano specificamente:
- Il riempimento e lo svuotamento di tutte le piscine, pubbliche e private;
- Il lavaggio di veicoli presso resort, navi e imbarcazioni;
- La pulizia delle facciate;
- L’irrigazione di campi sportivi, campi da golf e ippodromi.
Le restrizioni iniziali, in vigore dal 19 agosto, saranno soggette a controlli più rigorosi e sanzioni in caso di mancato rispetto.
La prefettura ha inoltre confermato che, a partire da sabato, sono stati attuati “tagli temporanei e settoriali all’approvvigionamento idrico“, che verranno ripetuti nei giorni successivi per preservare le riserve.
Si esorta a una “responsabilità collettiva“ per garantire una gestione oculata dell’acqua. Le previsioni meteorologiche a breve termine, infatti, non indicano un rifornimento imminente delle riserve idriche. L’obiettivo delle misure è quello di ridurre drasticamente i consumi per mantenere la continuità dell’approvvigionamento per gli usi essenziali.


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