Per una volta, la minaccia non riguarda direttamente la Terra, ma la Luna. L’asteroide 2024 YR4, scoperto nel dicembre 2024, ha attirato l’attenzione della comunità scientifica e dei media perché, nelle prime settimane di osservazione, sembrava avere fino al 3,1% di possibilità di schiantarsi sul nostro pianeta nel 2032. Un dato sufficiente a far sudare freddo: con i suoi 55 metri di diametro – grande quanto un palazzo di venti piani – sarebbe capace di radere al suolo un’intera città. Fortunatamente, analisi successive hanno ridotto drasticamente la probabilità d’impatto con la Terra a un rassicurante 0,28%. C’è però un rovescio della medaglia: i calcoli aggiornati mostrano che esiste circa un 4% di possibilità che 2024 YR4 colpisca la Luna.
Perché un impatto lunare ci riguarda da vicino
A prima vista, la notizia potrebbe sembrare innocua: meglio la Luna che noi, ma non è così semplice. Un asteroide di queste dimensioni, cadendo sul nostro satellite, scaglierebbe nello spazio una quantità colossale di detriti lunari, il cosiddetto “ejecta”. Questi frammenti, trasformati in micrometeoriti, andrebbero a orbitare vicino alla Terra, moltiplicando fino a mille volte il flusso naturale di polveri e sassolini spaziali. Una pioggia di proiettili invisibili che potrebbe minacciare satelliti, veicoli spaziali e persino astronauti in orbita bassa.
Anche un granello, lanciato a decine di migliaia di km/h, può perforare uno scudo o una tuta spaziale ricordano i ricercatori nello studio pubblicato su arXiv il 15 settembre 2025. Non a caso, l’impatto potrebbe coincidere con la presenza di astronauti sulla Luna nell’ambito del programma Artemis, o con gli ultimi anni di vita operativa della Stazione Spaziale Internazionale (prevista al rientro nel 2031).
Fermarlo o distruggerlo? I dilemmi della NASA
Che fare allora? L’opzione di “deviare” l’asteroide – già sperimentata con successo nel 2022 dalla missione DART, che riuscì a modificare l’orbita del piccolo Dimorphos – appare impraticabile. Il problema è che la massa precisa di 2024 YR4 resta sconosciuta: tentare di spingerlo altrove senza dati affidabili potrebbe addirittura trasformare un rischio lunare in un rischio terrestre.
Per questo gli scienziati stanno considerando approcci più radicali:
- Missioni kamikaze “stile DART”, non per deviare, ma per frammentare l’asteroide in pezzi più piccoli e meno pericolosi;
- Opzione nucleare, ossia far detonare un ordigno atomico sulla superficie o nelle vicinanze del corpo celeste per frantumarlo prima dell’impatto.
Entrambe le idee sono ancora teoriche e mai testate. Inoltre, ogni scenario ha finestre di lancio ristrette: tra il 2029 e il 2032 per la soluzione nucleare, e tra il 2030 e il 2032 per un eventuale impattatore cinetico.
Un banco di prova per il futuro
Nonostante il clamore, c’è un 96% di probabilità che l’asteroide non colpisca affatto la Luna. Tuttavia, la sfida viene vista come un’opportunità preziosa: un “allenamento” contro future minacce ben più gravi. Prepararsi ora, con scenari anche estremi come l’uso di armi nucleari nello Spazio, significa non farsi trovare impreparati quando il pericolo sarà reale.
Dalla Luna al destino della civiltà
Se 2024 YR4 dovesse colpire la Luna, lo spettacolo sarebbe visibile anche dalla Terra: un nuovo cratere potrebbe segnare in modo permanente il volto del nostro satellite. Dietro l’immagine suggestiva, però, c’è una riflessione più ampia: quanto siamo pronti, come civiltà, a difendere non solo la Terra, ma l’intero “ecosistema spaziale” che ormai abitiamo? La risposta, per ora, è che stiamo imparando. Forse, proprio grazie a questo asteroide “quasi innocuo”, la scienza potrà fare il prossimo salto verso la difesa planetaria.


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