Un sistema complesso di perturbazioni tropicali sta mettendo in stato di allerta i Caraibi, la costa sudorientale degli Stati Uniti e persino l’Europa atlantica. Questo fine settimana l’attenzione si concentra su 3 attori principali dell’Atlantico: la depressione tropicale Nove, destinata a diventare presto la tempesta Imelda, l’uragano Humberto, un “mostro” già salito alla 5ª categoria, e una serie di sistemi secondari che, pur meno intensi, rischiano di avere un impatto considerevole sulle comunità costiere.
Imelda: una minaccia in rapida evoluzione
La depressione tropicale Nove, localizzata sabato a circa 160 km a Sud/Ovest delle Bahamas centrali, si muove lentamente verso Nord/Ovest con venti massimi di 55 km/h. Secondo il National Hurricane Center (NHC) di Miami, il sistema potrebbe intensificarsi fino a diventare la tempesta tropicale Imelda entro domenica e trasformarsi in uragano tra lunedì e martedì.
Il governatore del South Carolina, Henry McMaster, ha avvertito i cittadini di non abbassare la guardia e di considerare la minaccia “non solo seria, ma letale”. Le autorità stanno già predisponendo squadre di soccorso e punti di evacuazione preventiva.
La traiettoria prevista porta Imelda a costeggiare la Florida atlantica per poi avvicinarsi a North e South Carolina, con piogge torrenziali, venti intensi e il rischio concreto di alluvioni lampo. La situazione è particolarmente delicata in Florida meridionale, dove le piogge di settembre hanno saturato i terreni.
Humberto, un gigante di 5ª categoria
Ancora più preoccupante è l’evoluzione dell’uragano Humberto, che nel weekend ha raggiunto i 260 km/h di venti sostenuti, classificandosi come uragano di 5ª categoria. La sua posizione a Nord delle isole Sopravento lo rende una minaccia diretta per le Isole Vergini, Porto Rico e Bermuda.
Il Natoional Hurricane Center avverte che onde fino a 2 metri e correnti di risacca pericolose potrebbero colpire ampie aree del Mar dei Caraibi. A Porto Rico è stato emesso un avviso per le piccole imbarcazioni e si invita la popolazione a rispettare i sistemi di bandiere di allerta sulle spiagge.
Le conseguenze non sono solo meteorologiche: la memoria di uragani devastanti come Maria (2017) o Helene (2018) mantiene alta l’attenzione, con governi locali che hanno dichiarato lo stato di emergenza per accelerare le misure preventive.
Impatti regionali: dalle Bahamas a Cuba fino alla Repubblica Dominicana
Le Bahamas, ancora segnate dal passaggio dell’uragano Dorian nel 2019, sono di nuovo in stato di allerta. Il Dipartimento di Meteorologia ha ordinato alla popolazione di Nassau, Andros, San Salvador e Long Island di completare rapidamente le preparazioni. Le precipitazioni attese tra 10 e 25 cm potrebbero aggravare le condizioni delle aree già vulnerabili.
Nel frattempo, in Repubblica Dominicana, le piogge collegate al sistema hanno provocato esondazioni nella provincia di Azua, costringendo oltre 770 persone ad abbandonare le proprie case.
Gabrielle e Narda
In parallelo, il ciclone post-tropicale Gabrielle si è allontanato dalle Azzorre, riducendo il rischio diretto sull’arcipelago portoghese, anche se le onde raggiungeranno le coste di Portogallo, Spagna nordoccidentale e Marocco.
Nel Pacifico orientale, l’uragano Narda ha perso forza, declassato a tempesta tropicale. Nonostante ciò, i suoi effetti restano pericolosi: onde imponenti minacciano le coste della Bassa California e della California meridionale.
Una stagione iperattiva e la memoria del passato
Questa nuova fase di allerta arriva esattamente a un anno dalla devastazione causata dall’uragano Helene nelle Caroline. La memoria di eventi recenti, come Andrew (1992) e Irma (2017), spinge le autorità a ricordare che la preparazione resta l’unica difesa efficace contro fenomeni naturali così estremi.






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