Un team di ricercatori dell’Università di Oslo ha annunciato progressi significativi nella previsione delle aurore su Marte, basandosi su osservazioni dirette effettuate dal rover Perseverance della NASA. Le prime immagini di un’aurora visibile dalla superficie marziana risalgono al 2024, e ora il gruppo guidato da Elise Wright Knutsen ha ottenuto una seconda rilevazione, presentata all’EPSC-DPS2025 di Helsinki. Le aurore marziane, caratterizzate da un bagliore verde, si formano quando particelle energetiche provenienti dal Sole, accelerate dalle espulsioni di massa coronale (CME), interagiscono con gli atomi di ossigeno nell’atmosfera superiore di Marte. A differenza della Terra, Marte non possiede un campo magnetico globale che concentri le aurore ai poli, rendendo questi fenomeni visibili sull’intero lato notturno del pianeta, in una forma detta “diffusa”.
Prevedere queste aurore è cruciale non solo per la ricerca, ma anche per la sicurezza degli astronauti, esposti a radiazioni potenzialmente pericolose. Le osservazioni devono essere pianificate con almeno tre giorni di anticipo, richiedendo un’attenta analisi delle CME più veloci e intense. Tra otto tentativi tra il 2023 e il 2024, solo due hanno avuto successo, evidenziando l’elemento di casualità insito in questi fenomeni.
I dati raccolti in luce visibile, insieme a quelli precedenti in ultravioletto da Mars Express e MAVEN, stanno creando un archivio sempre più completo. Lo studio continuerà a indagare i meccanismi delle aurore marziane, migliorando le previsioni e approfondendo la comprensione delle interazioni Sole-Marte.


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