Dopo l’ultimatum lanciato dal governo messicano, che ha minacciato di rescindere i contratti con le aziende che non consegneranno i farmaci previsti entro due settimane, l’industria farmaceutica messicana ha reagito chiedendo regole più chiare e il pagamento immediato dei debiti arretrati. Le aziende, rappresentate da Juan de Villafranca (Amelaf), hanno denunciato che la maggior parte dei ritardi nella consegna dei farmaci è dovuta a società straniere, soprattutto indiane, che hanno presentato offerte con prezzi estremamente bassi durante le gare, ma non hanno poi consegnato nulla.
“Queste aziende non producono nemmeno i medicinali, ma vincono appalti solo grazie ai prezzi ‘irrisori’”, ha spiegato Villafranca, sottolineando che alcune di esse non hanno esperienza, né precedenti vendite al governo messicano. Nonostante i ritardi nei pagamenti che risalgono al 2021 e superano i 5 miliardi di pesos solo per le forniture ex-Insabi (oggi IMSS Bienestar), le aziende farmaceutiche nazionali hanno continuato a consegnare i farmaci, anche senza ricevere il dovuto. “Nessuno sta giocando, vogliamo solo regole chiare, essere pagati, e continuare a fornire medicinali”, ha dichiarato.
Industria nazionale sotto pressione, ma ancora operativa
Secondo Rafael Gual, direttore generale della “Canifarma”, solo 8 delle 34 aziende indicate dal governo come inadempienti sono vere aziende farmaceutiche. Le restanti società non fanno parte del settore o non hanno autorizzazioni sanitarie adeguate. Gual ha affermato che ogni caso dovrà essere analizzato singolarmente, poiché molte delle informazioni fornite dalla “Segreteria alla Salute” potrebbero non essere corrette. Tuttavia, ha confermato che ci sono aziende associate con ritardi minimi, ma che stanno già lavorando per rimediare. Ha inoltre avvertito che il debito totale del governo verso la camera farmaceutica è di circa 14 miliardi di pesos, relativi a contratti dal 2023 al 2025, e che, se non saldato, potrebbe compromettere gravemente la capacità operativa dell’intero settore.
Governo promette sanzioni e nuove regole per le gare
Il sottosegretario alla Salute, Eduardo Clark, ha dichiarato che nella prossima gara consolidata per il periodo 2027–2028, il governo inserirà una clausola di esclusione automatica per tutte le aziende che non hanno rispettato gli impegni contrattuali nelle gare precedenti. Anche se queste aziende dovessero offrire prezzi bassi, saranno escluse dalle procedure. Le autorità mirano così a evitare che imprese non qualificate — spesso sconosciute o non appartenenti al settore farmaceutico — compromettano la fornitura di medicinali essenziali. La nuova strategia intende ristabilire fiducia e trasparenza, migliorare l’efficienza delle forniture e proteggere la salute pubblica da ritardi causati da attori inaffidabili.



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