Oggi, 1° settembre, inizia ufficialmente l’autunno meteorologico, una convenzione utilizzata dalla climatologia moderna per definire con precisione i confini stagionali a fini statistici. Sebbene la percezione comune leghi l’arrivo dell’autunno all’equinozio, che quest’anno cadrà il 22 settembre 2025 alle ore 20:19 italiane, il mondo scientifico distingue accuratamente tra stagioni meteorologiche e astronomiche. Questa distinzione, tutt’altro che formale, ha implicazioni fondamentali nello studio del clima e nella previsione dei fenomeni atmosferici.
Le stagioni meteorologiche: il calendario della climatologia
La meteorologia e la climatologia si basano sull’osservazione e sull’analisi dei dati atmosferici. Per rendere confrontabili le rilevazioni tra anni e decenni, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) adotta una suddivisione convenzionale delle stagioni in trimestri fissi:
- Primavera: dal 1° marzo al 31 maggio;
- Estate: dal 1° giugno al 31 agosto;
- Autunno: dal 1° settembre al 30 novembre;
- Inverno: dal 1° dicembre al 28/29 febbraio.
Questa scelta semplifica enormemente l’elaborazione delle medie climatiche trentennali che costituiscono la base per descrivere il clima di una regione e confrontarlo nel tempo. Senza questa convenzione, l’inizio variabile delle stagioni astronomiche (che può oscillare di alcuni giorni a seconda dell’anno) renderebbe più complesso il lavoro di climatologi e centri previsionali.
Le stagioni astronomiche: il calendario del Sole
Parallelamente, la definizione astronomica delle stagioni si fonda sulla posizione della Terra lungo la sua orbita attorno al Sole e sull’inclinazione dell’asse terrestre (23,5° circa rispetto al piano orbitale). L’autunno astronomico inizia con l’equinozio di settembre, che nel 2025 avverrà il 22 settembre alle ore 20:19 italiane.
In quel momento il Sole, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, attraversa il punto dell’equatore celeste. Ciò comporta che il disco solare risulti quasi perfettamente perpendicolare all’asse terrestre, garantendo una durata del giorno e della notte quasi uguale in tutto il pianeta.
Il significato dell’equinozio
Il termine “equinozio” deriva dal latino aequinoctium, “notte uguale (al giorno)”. In realtà, la perfetta uguaglianza non si verifica mai a causa di 2 fenomeni:
- Rifrazione atmosferica: l’atmosfera terrestre devia la luce solare, permettendo di vedere il Sole anche quando è già sotto l’orizzonte.
- Dimensione apparente del Sole: la sua forma discoidale fa sì che l’alba sia percepita quando il lembo superiore del Sole appare all’orizzonte, non il centro geometrico.
Di conseguenza, in Italia il giorno dell’equinozio è leggermente più lungo della notte, con uno scarto di alcuni minuti. Solo qualche giorno più tardi si verifica la cosiddetta “equilux”, la reale parità fra ore di luce e di oscurità.
Perché 2 definizioni sono necessarie
A livello pratico, la definizione meteorologica ha finalità operative: semplifica la produzione di bollettini, medie climatiche e modelli previsionali. La definizione astronomica, invece, ha valore scientifico e culturale, scandendo i cicli naturali connessi al moto della Terra.
L’uso parallelo di entrambi i criteri non è contraddittorio: sono strumenti complementari. Il primo è indispensabile alla scienza del clima, il secondo rimane legato alla dinamica celeste e al rapporto storico e simbolico tra l’uomo e il cosmo.
Un cambio di prospettiva
Il 1° settembre non segna un passaggio netto dal caldo estivo alle atmosfere autunnali: è piuttosto l’inizio di una fase di transizione. L’atmosfera conserva ancora l’inerzia del trimestre estivo, e non è raro osservare periodi di stabilità e temperature elevate.
Il vero cambio di regime si registra spesso solo a ottobre, quando l’accorciarsi delle giornate e la ridotta insolazione favoriscono un raffreddamento più marcato e una circolazione atmosferica di tipo pienamente autunnale.
Due prospettive diverse, entrambe fondamentali
L’inizio dell’autunno meteorologico il 1° settembre è una convenzione funzionale alle esigenze della climatologia, mentre l’autunno astronomico, che nel 2025 inizierà il 22 settembre alle 20:19, rappresenta il riferimento legato al moto celeste della Terra. Due prospettive diverse, entrambe fondamentali: l’una per comprendere l’evoluzione del clima e migliorare le previsioni, l’altra per mantenere il legame millenario fra l’uomo, il cielo e i cicli naturali.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?