I sistemi d’acqua dolce ospitano oltre 18.000 specie di pesci, pari a un quarto dei vertebrati presenti sulla Terra. Essi svolgono ruoli ecologici fondamentali e sono risorse economiche e alimentari cruciali per milioni di persone. Tuttavia, la biodiversità ittica è sotto crescente minaccia a livello globale, e negli Stati Uniti i due fattori principali sono il cambiamento climatico e le introduzioni artificiali di pesci, spesso legate alla pesca sportiva. Il team guidato da Samantha Rumschlag e Michael Mahon ha analizzato l’andamento delle comunità ittiche in 2.992 siti fluviali e torrentizi negli USA tra il 1993 e il 2019, monitorando 389 specie. I dati rivelano uno scenario divergente:
- Nei corsi d’acqua freddi (sotto i 15,4 °C), l’abbondanza è diminuita del 53,4% e la ricchezza del 32% in 27 anni. Le comunità sono diventate più eterogenee, con un aumento della presenza di specie di maggiori dimensioni e maturazione tardiva, spesso introdotte per la pesca sportiva, a scapito dei piccoli pesci autoctoni.
- Nei corsi d’acqua caldi (sopra i 23,8 °C), le tendenze sono opposte: abbondanza +70,5% e ricchezza +15,6%, con comunità via via più omogenee, dominate da specie più piccole.
L’analisi statistica riportata nel supplemento dello studio conferma che i cambiamenti nella temperatura dei corsi d’acqua e l’abbondanza di specie introdotte amplificano a vicenda i loro effetti, accelerando la perdita di biodiversità.
Impatti ecologici e gestionali
Secondo gli autori, i pesci dei corsi d’acqua freddi sono particolarmente vulnerabili all’aumento delle temperature, mostrando segnali di stress ecologico molto più marcati rispetto alle specie adattate ad acque calde. Inoltre, la presenza di grandi dighe e la riduzione delle foreste ripariali si associano a incrementi delle temperature fluviali, aggravando gli effetti del riscaldamento globale.
Le introduzioni di pesci a scopo ricreativo, come i salmonidi e altre specie predatrici, contribuiscono a spostare gli equilibri, con un calo drastico delle popolazioni native e una trasformazione delle reti trofiche.
Le raccomandazioni degli scienziati
Lo studio sottolinea l’urgenza di politiche mirate a:
- controllare le introduzioni di specie ittiche, limitando l’impatto della pesca sportiva;
- ripristinare gli ecosistemi fluviali attraverso la rinaturalizzazione delle sponde e la gestione dei deflussi;
- mitigare il riscaldamento delle acque, anche con interventi sul paesaggio e sulla gestione degli invasi.
In meno di tre decenni, la biodiversità ittica dei fiumi americani è stata radicalmente ridisegnata. Se non si interviene con strategie integrate di conservazione e adattamento, i corsi d’acqua freddi rischiano di perdere gran parte delle loro specie native, con ripercussioni ecologiche ed economiche di vasta portata.





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