“Oggi la tecnologia corre più veloce della legge, sul tema dell’aerospazio c’è un considerevole ritardo delle istituzioni nazionali ed europee, un po’ per mancanza di conoscenza delle dinamiche circostanti, un po’ perché regolare il traffico spaziale non è semplice, servirebbe una maggiore coordinazione ma gli USA non aiutano. Quello che lamentano anche le startup del settore, che hanno presentato il loro pitch qui a DigithON, è la mancanza di regole pratiche per la gestione delle orbite, per l’uso delle frequenze, per il traffico spaziale, per la responsabilità in caso di collisioni tra satelliti privati”. Così Francesco Boccia, fondatore di DigithON, a margine della giornata finale di maratona digitale in corso a Bisceglie.
“In questi anni abbiamo assistito ad una sorta di militarizzazione indiretta e, essendo la legislazione debole, quegli spazi sono stati occupati da mega-costellazioni private, come Starlink, OneWeb, Kuiper che hanno, di fatto, monopolizzato il mercato, lasciando ai margini gli Stati nazionali. Lo spazio è un ‘far west normativo‘: chi lancia, occupa; chi crea detriti, spesso non paga. È arrivato il momento di avere un WTO dello spazio che regoli concorrenza, tariffe e accesso equo alle orbite. L’aerospace è diventata una questione di sicurezza nazionale perché i dati che arrivano dalle costellazioni possono avere implicazioni militari, sulla sorveglianza, sulla sicurezza nelle comunicazioni. Su questi temi serve l’unità di tutto il Parlamento”, conclude Boccia.


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