Il 10 settembre 2025, Charlie Kirk, noto attivista conservatore e fondatore di “Turning Point USA“, è stato ucciso durante un evento alla “Utah Valley University” a Orem, Utah. Colpito da un cecchino mentre parlava a una folla di studenti come parte del suo “American Comeback Tour“, è deceduto poco dopo essere stato trasportato in ospedale in condizioni disperate. La notizia ha fatto il giro del mondo e per descrivere il profilo della vittima, tanti media lo hanno subito etichettato come un “negazionista del cambiamento climatico“. Mentre il presidente Donald Trump lo ha definito un martire e “un gigante della sua generazione“, annunciando che gli sarà conferita postuma la Medaglia Presidenziale della Libertà, noi abbiamo approfondito la vicenda andando a scavare nelle precedenti posizioni di Kirk sul clima per capire cosa pensava davvero.
Chi era Charlie Kirk
Nato nel 1993 a Wheeling, Illinois, Charlie Kirk ha abbandonato gli studi universitari per dedicarsi alla politica. Nel 2012 ha fondato Turning Point USA (TPUSA), destinata a mobilitare giovani conservatori in oltre 800 campus universitari degli USA. Attraverso conferenze, eventi e una presenza massiccia sui social media, Kirk è diventato una figura di riferimento nel conservatorismo americano, distinguendosi per la sua retorica diretta e provocatoria e per il sostegno incondizionato a Donald Trump. La sua forza comunicativa gli permetteva di parlare direttamente ai giovani, plasmando opinioni e sentimenti in modo molto più immediato delle tradizionali istituzioni politiche.
Il cambiamento climatico: cosa pensava veramente Kirk
Dopo il tragico episodio che ha messo fine alla vita di Kirk i media l’hanno etichettato come un negazionista del cambiamento climatico. Ma era davvero così? Attenzionando la questione e riascoltando le sue dichiarazioni abbiamo potuto approfondire i fatti alla ricerca della verità. In diversi video e interviste, Kirk aveva assunto posizioni di commento politico sul tema, dichiarando che quello del cambiamento climatico fosse solo uno strumento politico più che una realtà scientifica. In un video con la youtuber Candace Owens, diceva: “non ci sono prove reali del riscaldamento globale. Gli scienziati non sanno cosa stia realmente succedendo”.
Andando più a fondo nelle sue parole, però, abbiamo scoperto che Kirk non nega che il clima stia cambiando, ma interpreta la narrazione scientifica come una forma di imposizione ideologica, un mezzo per limitare le libertà individuali e danneggiare l’economia americana. In questo senso, le sue affermazioni tendevano a spostare il focus dall’analisi dei dati scientifici al dibattito ideologico.
Kirk, infatti, durante i comizi organizzati dalla sua associazione “Turning Point USA” ha spesso affrontato la questione climatica e queste sono alcune delle affermazioni che ha rilasciato sul cambiamento climatico: “è solo un problema esistenziale e l’essere umano non ha alcuna responsabilità.“; “non è possibile provare scientificamente che gli esseri umani stiano contribuendo al cambiamento climatico“; “non esiste un diretto collegamento tra l’utilizzo dei combustibili fossili e l’incremento delle temperature globali“; “il cambiamento climatico è l’involucro del marxismo, un cavallo di Troia”; “l’ambientalismo è “pseudo-paganesimo”.
Kirk, quindi, non nega il cambiamento climatico, ma si dice scettico rispetto al fatto che sia provocato esclusivamente dalle attività umane. E ci sono molti studi scientifici che confermano questa visione: il clima, quindi, sta cambiando. Ma non è detto che dipenda dall’uomo: potrebbe essere una tendenza naturale. E’ la visione degli “scettici”, tra cui si annoverano tanti scienziati e premi Nobel.
Il legame con la politica di Donald Trump
Le posizioni di Kirk sul cambiamento climatico si allineano perfettamente con la politica ambientale dell’amministrazione Trump. Fin dal suo insediamento, Trump ha intrapreso una serie di azioni per ridurre le normative a tutela dell’ambiente e promuovere l’uso di combustibili fossili. Tra queste, l’uscita dall’Accordo di Parigi e l’annullamento del Clean Power Plan, che stabiliva limiti alle emissioni di CO₂ per le centrali elettriche a combustibili fossili. Inoltre, l’amministrazione ha emesso ordini esecutivi per fermare l’applicazione delle leggi statali sul cambiamento climatico e ha sostenuto accordi energetici con alleati europei, enfatizzando i benefici dei combustibili fossili, in particolare del gas naturale, come chiave per la decarbonizzazione degli Stati Uniti, nonostante la sospensione di progetti sulle energie rinnovabili come l’eolico offshore. L’Environmental Protection Agency (EPA) ha avviato il processo di revoca delle normative sulle emissioni di gas serra, inclusi i limiti sulle emissioni dei veicoli leggeri e pesanti, con una previsione di risparmio di 54 miliardi di dollari all’anno, che però comporta un aumento delle emissioni.
Queste politiche hanno suscitato preoccupazioni tra alcuni gruppi ambientalisti, che le considerano un passo indietro nella loro visione di una necessaria “lotta contro il cambiamento climatico“. Tuttavia, per Kirk e i suoi sostenitori, rappresentano una difesa della libertà individuale, dei diritti sociali e dell’autonomia nazionale.
Kirk non era un negazionista: un falso storico per sminuire la gravità dell’uccisione in una società sempre più disumana
La domanda del nostro articolo rimane centrale, e adesso possiamo dare una risposta: Charlie Kirk era un “negazionista del cambiamento climatico”? La risposta è No. Infatti non negava direttamente il riscaldamento globale, ma si diceva scettico su alcune teorie che ne attribuiscono le cause esclusivamente all’uomo, riportando le tesi di tanti autorevoli scienziati.
In ogni caso, appare bizzarro il tentativo di attribuire ad un esponente politico vittima di un così brutale attentato terroristico, alcune etichette sociali come a voler sminuire, o addirittura quasi giustificare, il terribile assassinio. Come a voler dire: “Eh vabbè, hanno ucciso un pericoloso negazionista del cambiamento climatico, cosa volete che sia“. A parte il fatto che – come abbiamo dimostrato – è falso, in quanto non era un “negazionista“, è comunque qualcosa di agghiacciante dal punto di vista umano.


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