Il Canada sembra fermo nella sua lotta contro i cambiamenti climatici, secondo i dati diffusi giovedì dal Climate Institute of Canada. “I progressi sono a un punto morto”, avverte l’ente pubblico, sottolineando che se la tendenza attuale proseguirà, il Paese potrebbe non raggiungere gli obiettivi climatici fissati per il 2030. Nel 2021 Ottawa si era impegnata a ridurre le emissioni di gas serra del 40-45% rispetto ai livelli del 2005. Tuttavia, le stime preliminari per il 2024 indicano una riduzione di appena l’8,5%, sostanzialmente invariata rispetto al 2023.
Il rapporto evidenzia come l’aumento delle emissioni nel settore petrolifero e del gas stia annullando i progressi ottenuti in settori come elettricità ed edilizia. “Tutto indica che le emissioni nazionali potrebbero tornare a salire”, afferma l’economista capo Dave Sawyer, sottolineando la necessità di una profonda revisione delle politiche climatiche.
Il recente cambio di leadership politica ha ulteriormente complicato la situazione. Il primo ministro Mark Carney ha abolito la tassa sul carbonio per i consumatori, sospeso le quote sui veicoli elettrici e promosso leggi per accelerare grandi progetti industriali. Con il Paese impegnato in un conflitto tariffario con gli Stati Uniti, Carney ha dichiarato che la priorità è l’economia, puntando a fare del Canada una “superpotenza energetica”, sia nel settore fossile che in quello delle rinnovabili.


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