L’Australia ha annunciato un nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra compreso tra il 62% e il 70% rispetto ai livelli del 2005 entro il 2035. La misura rafforza l’impegno del Paese, che punta a un taglio del 43% entro il 2030 e alla neutralità carbonica entro il 2050. Il Primo Ministro Anthony Albanese, leader del Partito Laburista, presenterà il target alle Nazioni Unite la prossima settimana. Secondo Albanese, il traguardo è “responsabile, supportato dalla scienza e basato su tecnologie collaudate”, in linea con le ambizioni europee di riduzione tra il 63% e il 70% rispetto ai livelli del 1990. Il presidente della Climate Change Authority, Matt Kean, ha definito l’obiettivo australiano “più ambizioso della maggior parte delle economie avanzate”.
Le reazioni politiche sono state contrastanti: l’opposizione liberale critica la credibilità del target, mentre i Verdi lo giudicano insufficiente, evidenziando l’assenza di misure sulle esportazioni di carbone e gas liquefatto. Dal mondo economico, il capo della Camera di Commercio e Industria australiana, Andrew McKellar, ha definito il traguardo “ambizioso”, sottolineando la necessità di un equilibrio tra riduzione delle emissioni, sicurezza energetica e sostenibilità economica.


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