Clima, l’UE in stallo sui nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni

L’UE punta oggi a una riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030 rispetto al 1990

L’Unione europea rischia di arrivare impreparata alla COP30, con i Paesi membri ancora in disaccordo sui nuovi obiettivi climatici. Una bozza di documento trapelata e visionata dal Guardian mostra spazi vuoti al posto dei valori chiave per le emissioni di gas serra, segnale preoccupante secondo esperti del settore. Niklas Höhne, co-fondatore del New Climate Institute, ha avvertito che solo la presentazione di un nuovo obiettivo europeo potrebbe dare slancio agli altri Paesi.

L’UE punta oggi a una riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030 rispetto al 1990, ma il prossimo contributo determinato a livello nazionale (NDC), previsto per il 2035, dovrebbe allineare l’Unione all’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050. Gli analisti sottolineano che un approccio lineare di riduzione ritarderebbe azioni cruciali nel breve termine, compromettendo la possibilità di contenere il riscaldamento globale a 1,5 °C.

Le discussioni interne sono ulteriormente complicate da posizioni politiche divergenti: alcuni leader, tra cui Emmanuel Macron e Viktor Orban, potrebbero spingere per obiettivi meno ambiziosi. Attivisti e ricercatori temono che qualsiasi indebolimento degli impegni europei possa minare la credibilità dell’UE a livello globale e frenare i progressi della COP30, già influenzata da tensioni geopolitiche e dalla posizione ostile degli Stati Uniti sull’accordo di Parigi.