Clima, studio Ue: “record di emissioni globali nel 2024, il 66% da 8 economie avanzate”

Clima: tra le otto economie con le maggiori emissioni, solo l'Unione Europea e il Giappone le hanno ridotte rispetto all'anno precedente

Nel 2024, le attività umane in tutto il mondo hanno immesso nell’atmosfera un numero record di 53,2 gigatonnellate (Gt) di emissioni di CO2 equivalente (CO2eq), senza contare le emissioni derivanti dall’uso del suolo, dai cambiamenti nell’uso del suolo e dalla silvicoltura (LULUCF). Secondo gli ultimi dati del database sulle emissioni per la ricerca atmosferica globale (Edgar) della Commissione europea contenuti nello studio del Joint Research Center Ue (‘Emissioni di gas serra globali’), si tratta di un aumento dell’1,3% rispetto all’anno precedente (665 Mt di CO2eq, ovvero all’incirca la quantità emessa dalla Germania nel 2024). Nello stesso periodo, le emissioni di gas serra dell’UE, escludendo le attività LULUCF, si sono ridotte dell’1,8%, ovvero di circa 60 Mt di CO2 equivalente. Le emissioni di gas serra provenienti da Cina e Stati Uniti sono rimaste relativamente stabili.

Secondo il rapporto, le emissioni del settore energetico hanno registrato il maggiore aumento assoluto (+235 Mt CO2eq o +1,5%) nel 2024 rispetto al 2023, mentre l’utilizzo di combustibili fossili ha registrato il maggiore aumento relativo (+1,6%). Anche tutti gli altri principali settori di attività economica hanno aumentato le proprie emissioni o sono rimasti stabili: combustione e processi industriali, edilizia, trasporti, agricoltura e rifiuti.

La CO2 atmosferica può accumularsi sotto forma di carbonio nella vegetazione e nel suolo, che fungono da pozzi di assorbimento. Le attività umane hanno un impatto su questi pozzi attraverso il settore dell’uso del suolo, dei cambiamenti di uso del suolo e della silvicoltura (LULUCF). Il rapporto Edgar fornisce stime delle emissioni di gas serra derivanti dal settore LULUCF: a livello globale, questo settore ha rimosso circa 1,3 Gt di CO2eq nel 2024, escludendo gli incendi boschivi, pari al 2,4% delle emissioni globali di gas serra del 2024. Includendo gli incendi boschivi, il settore LULUCF risulta essere una fonte di 0,9 Gt di CO2eq.

Clima, il 66% delle emissioni globali di CO2 da 8 economie avanzate nel 2024

Secondo gli ultimi dati del database sulle emissioni per la ricerca atmosferica globale (Edgar) della Commissione europea, le emissioni globali di gas serra derivanti dalle attività antropiche sono aumentate in media di quasi l’1,5% all’anno dal 1990 e, di conseguenza, nel 2024 saranno superiori del 65% rispetto al 1990. Nel 2024, le otto economie con le maggiori emissioni – Cina, Stati Uniti, India, Ue, Russia, Indonesia, Brasile e Giappone – hanno contribuito collettivamente al 66,2% delle emissioni globali di gas serra.

Solo l’Unione Europea e il Giappone hanno ridotto le proprie emissioni rispetto all’anno precedente (rispettivamente -1,8% e -2,8%), mentre tutti gli altri le hanno mantenute piuttosto stabili (Cina: +0,8%; Stati Uniti: +0,4%; Brasile +0,2%) o le hanno aumentate (India: +3,9%; Russia: +2,4%, Indonesia: +5% – l’aumento relativo più elevato). In termini assoluti, l’India registra l’aumento maggiore, con 164,8 Mt di CO2eq in più di emissioni rilasciate nel 2024 rispetto al 2023. Ciononostante, tutti i principali emettitori hanno ridotto l’intensità delle loro emissioni in termini di emissioni di gas serra per unità di Pil.

Secondo lo studio, l’Ue ha proseguito il suo decennale trend di riduzione delle emissioni di gas serra, interrotto solo nel 2021 dalla ripresa post-Covid. In una prospettiva a più lungo termine, i dati per l’Ue mostrano la più significativa riduzione percentuale di gas serra tra le economie con maggiori emissioni dal 1990, mentre il Pil basato sulla parità di potere d’acquisto (Ppa) è cresciuto costantemente nello stesso periodo.

Oltre all’Ue, anche altre grandi economie mostrano segnali di disaccoppiamento delle emissioni dalla crescita economica. Mentre il Pil a parità di potere d’acquisto è cresciuto notevolmente in tutte le regioni dal 1990, il ritmo di crescita delle emissioni è stato più lento, con conseguente calo dell’intensità delle emissioni. Gli Stati Uniti, la Russia e il Giappone sono andati oltre, realizzando un disaccoppiamento assoluto: nel 2024 il loro Pil Ppa era significativamente più alto rispetto al 1990, mentre le loro emissioni di gas serra erano inferiori.

Al contrario, India e Cina hanno registrato una rapida crescita del Pil a parità di potere d’acquisto, accompagnata da un aumento delle emissioni, sebbene a un ritmo inferiore rispetto al Pil a parità di potere d’acquisto. Queste traiettorie contrastanti sottolineano che, sebbene il disaccoppiamento assoluto rimanga una sfida, è già una realtà in diverse grandi economie.

Oltre 2 gigatonnellate di CO2 da incendi boschivi nel 2024

A livello globale, nel 2024 gli incendi boschivi hanno contribuito con 2,1 Gt (gigatonnellate) di emissioni di CO2eq, con un contributo significativo da parte di Canada, Brasile e Bolivia, secondo il database sulle emissioni per la ricerca atmosferica globale (Edgar) della Commissione europea. Il dato globale non include gli incendi boschivi nelle regioni tropicali, che, spiegano gli esperti, “sono per lo più associati alle pratiche di deforestazione”.