Il 22 settembre segna l’arrivo dell’equinozio d’autunno nell’emisfero settentrionale, un momento che non porta con sé soltanto un equilibrio tra luce e buio, ma anche uno spettacolo celeste di rara bellezza: le aurore polari. Le aurore “amano” gli equinozi: il fenomeno è noto come effetto Russell-McPherron, dal nome degli scienziati che lo hanno descritto. Durante questo periodo dell’anno, la particolare inclinazione dell’asse terrestre rispetto al Sole favorisce la formazione di piccole “fessure” nel campo magnetico terrestre.
Queste aperture temporanee permettono persino a deboli flussi di vento solare di penetrare più facilmente nella magnetosfera, innescando spettacolari aurore boreali e australi. Le particelle cariche provenienti dal Sole, entrando in contatto con gli atomi dell’atmosfera terrestre, rilasciano energia sotto forma di luce danzante, colorando i cieli di verde, rosso e viola.
Ciò non significa che ogni equinozio garantisca aurore visibili ovunque, ma le probabilità di assistere a un grande spettacolo naturale aumentano sensibilmente. Non a caso, nelle regioni vicine ai poli, fotografi e astrofili attendono proprio questo periodo dell’anno per tentare di immortalare le luci del cielo.
Con l’avvicinarsi del 22 settembre, quindi, occhi puntati verso Nord: il connubio tra l’equilibrio astronomico e l’attività solare potrebbe regalare uno dei fenomeni più suggestivi della natura.



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