Data center, la sfida tra consumi energetici e transizione verde: le stime

Entro il 2035 i consumi dei data center potrebbero quadruplicare fino al 13% del fabbisogno nazionale: Milano in prima linea, ma solo il 10% dei progetti avrà successo secondo A2A

“La vera posta in gioco sono le città. Perché se i data center a livello globale sono destinati a quadruplicare i consumi elettrici entro il 2035 e a collocarsi a ridosso delle grandi aree metropolitane, possono anche trasformarsi in protagonisti attivi della transizione ecologica. C’è una corsa a chi vuole costruirli per primo in Italia. Ma non più del 10% delle domande avrà successo”, premette Renato Mazzoncini, ad di A2A. Le stime dicono che la potenza installata di queste infrastrutture digitali potrebbe raggiungere quasi i 5 GW entro il 2035 e i loro consumi elettrici crescere fino al 13% sul totale nazionale.

“Una domanda enorme che si aggiunge a quella di settori energivori tradizionali come industria, mobilità e residenziale, per i quali si prevede un percorso di decarbonizzazione entro il 2050 mentre il problema dei data center va subito, perché richiedono una fornitura cosiddetta baseload, cioè continua e costante, al pari di un ospedale o di altre infrastrutture critiche” osserva l’ad. Il documento di Teha-A2A indica quattro azioni per fronteggiare in modo sostenibile lo sviluppo dei data center: il recupero di calore attraverso le reti di teleriscaldamento, l’utilizzo di aree industriali dismesse (brownfield) per la realizzazione di nuovi poli, l’impiego di contratti a lungo termine (Ppa) per forniture energetiche green, stabili e tracciabili, e il riciclo dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche che li compongono (Raee).

Le stime

Secondo le stime, in Italia sono disponibili circa 3,7 milioni di mq di aree dismesse, di cui il 16% già dotato di allaccio in media o alta tensione. Questi spazi, pari alla superficie occupata da 50.000 alberi, potrebbero ospitare impianti per una potenza IT di 600 MW. “Milano è un territorio industrializzato, ricco di servizi e con un forte fabbisogno di AI — osserva Tasca -. È naturale che sia un polo di richiamo, ma serve una regia che rispetti il ​​principio di prossimità e dia ordine alla crescita. In questa direzione, segnala il presidente, si muove la nuova misura del Mase che verrà integrata al decreto Ambiente per regolare lo sviluppo dei data center”. E’ quanto riporta ‘La Repubblica’.