I camionisti dell’Ecuador hanno paralizzato le principali arterie nella provincia di Carchi, al confine con la Colombia, per protestare contro la fine dei sussidi sul diesel decisa dal presidente Daniel Noboa. Blocchi sono segnalati sulle autostrade E35 San Gabriel-La Paz, La Paz-Bolívar, Bolívar-Piquiucho e Bolívar-San Gabriel. Le proteste non sono ancora arrivate alla capitale Quito, dove i trasporti pubblici funzionano normalmente, così come scuole e aeroporto. Tuttavia, per ragioni di sicurezza legate alle proteste annunciate dai sindacati dei trasportatori, Noboa ha trasferito temporaneamente la sede del governo da Quito a Latacunga, nella provincia di Cotopaxi. L’esecutivo sottolinea che la decisione mira a “garantire autorità, governabilità e dialogo diretto con i cittadini” durante la crisi.
Le prossime mosse
I trasportatori, tuttavia, si incontreranno nelle prossime ore per valutare l’impatto dell’aumento del diesel, passato da 1,80 a 2,80 dollari al gallone (equivalente a circa 3,78 litri). Il governo difende la riforma come parte del piano di risanamento finanziario e degli impegni con il Fondo Monetario Internazionale. L’eliminazione del sussidio sul diesel dovrebbe generare un risparmio annuo di 1,1 miliardi di dollari. La misura è sostenuta dalle associazioni industriali e commerciali, ma criticata dai sindacati, preoccupati anche per l’effetto sull’inflazione.


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