Equinozio d’Autunno, il giorno e la notte si sfidano: valzer cosmico tra luce e ombra

L'Equinozio d'Autunno non è solo la fine dell'estate, ma un'affascinante danza astronomica che ci ricorda l'inclinazione del nostro pianeta e la sua incessante corsa intorno al Sole

Il 22 settembre 2025, alle 20:19 in Italia (18:19 UTC), il cielo ci darà un appuntamento che ha affascinato l’umanità per millenni: l’equinozio d’autunno. Per molti, questa data segna semplicemente la fine dell’estate e l’inizio della stagione delle foglie che ingialliscono e cadono e delle giornate più fresche. Tuttavia, questo evento non è solo un cambio di stagione nel calendario, ma il culmine di un’affascinante e complessa danza astronomica che la Terra compie ininterrottamente attorno al Sole. È il momento esatto in cui il nostro pianeta, con la sua inclinazione unica, raggiunge una posizione di perfetto, seppur momentaneo, equilibrio cosmico. È il punto in cui il Sole attraversa una linea invisibile nel cielo, segnando un passaggio non solo stagionale, ma anche simbolico, dal calore e dalla luce estiva alla penombra e al riposo autunnale. Ma cosa c’è davvero dietro questo preciso istante? E perché la scienza ci svela che la nozione di “notte uguale al giorno” è, in realtà, un’affascinante illusione?

Equinozio d’Autunno, il Sole attraversa l’Equatore Celeste

L’equinozio è il momento in cui il Sole attraversa l’equatore celeste, una linea immaginaria proiettata nel cielo che si trova direttamente sopra l’equatore terrestre. In questo specifico istante, il Sole si sposta dall’emisfero settentrionale a quello meridionale. Questo fenomeno si verifica due volte l’anno: a marzo (equinozio di primavera nell’emisfero boreale) e settembre (equinozio d’autunno).

La ragione di questo “movimento” del Sole è la tilting dell’asse terrestre. Il nostro pianeta non orbita attorno al Sole con l’asse di rotazione perpendicolare, ma inclinato di circa 23,4°. Questa inclinazione fa sì che il punto subsolare, ovvero il punto sulla superficie terrestre dove il Sole si trova esattamente allo zenit, si sposti lentamente lungo un asse Nord-Sud durante l’anno. Dopo aver raggiunto il suo punto più a Nord a giugno (solstizio d’estate), inizia il suo viaggio verso Sud, attraversando l’equatore all’equinozio di settembre.

“Notte uguale al giorno”? Non proprio

Il termine equinozio deriva dal latino e significa “notte uguale”. Sebbene questa traduzione suggerisca che il giorno e la notte abbiano esattamente la stessa durata, la realtà è leggermente diversa. È uno dei miti scientifici più diffusi. In effetti, nella maggior parte delle località del mondo, la durata della luce solare è leggermente superiore alle 12 ore il giorno dell’equinozio. Ci sono due motivi principali per questa discrepanza:

  • L’atmosfera terrestre: La nostra atmosfera agisce come una lente, rifrangendo la luce solare e permettendoci di vedere il Sole anche quando si trova già sotto l’orizzonte. Questo “effetto lente” aggiunge qualche minuto di luce extra sia all’alba che al tramonto;
  • La definizione di alba e tramonto: La definizione astronomica di alba e tramonto non è basata sul centro geometrico del Sole, ma sul momento in cui il suo bordo superiore tocca l’orizzonte. Il tempo che impiega il disco solare a tramontare completamente, ovvero il tempo tra il primo e l’ultimo contatto con l’orizzonte, aggiunge minuti preziosi alla durata del giorno.

Per esempio, il 22 settembre, gli abitanti di New York avranno un giorno di 12 ore e 8 minuti, mentre a Melbourne, in Australia, la durata del giorno sarà di 12 ore e 6 minuti.

L’Equinozio e le Stagioni

Nella tradizione astronomica, gli equinozi e i solstizi segnano l’inizio delle stagioni. L’equinozio di settembre è l’inizio ufficiale dell’autunno nell’emisfero settentrionale, mentre segna l’inizio della primavera a Sud dell’equatore.

Perché la data varia?

Nonostante la data dell’equinozio sia spesso indicata come 22 o 23 settembre, può verificarsi anche il 24. Ciò è dovuto alla discrepanza tra il nostro calendario gregoriano, che ha 365 giorni (o 366 negli anni bisestili), e l’anno solare, ovvero il tempo che la Terra impiega per compiere una rivoluzione completa attorno al Sole, che è di circa 365,242199 giorni. Per compensare questo scarto di quasi 6 ore, viene aggiunto un giorno extra (il 29 febbraio) quasi ogni 4 anni, riallineando così il calendario con le stagioni.