Estate di fuoco in Spagna e Portogallo: gli incendi iberici amplificati dal clima

Centinaia di incendi nella Penisola Iberica sono scoppiati a luglio e agosto: si sono diffusi rapidamente a causa delle condizioni meteo estreme

Le condizioni estremamente calde, secche e ventose, che hanno alimentato una delle stagioni di incendi più distruttive mai registrate nella Penisola Iberica, sono state 40 volte più probabili a causa del cambiamento climatico, secondo uno studio pubblicato oggi. L’analisi del gruppo World Weather Attribution (WWA) ha rilevato che le condizioni meteorologiche sono state circa il 30% più intense rispetto all’era preindustriale.

Centinaia di incendi nella Penisola Iberica sono scoppiati a luglio e agosto. Si sono diffusi rapidamente a causa di temperature superiori +40°C e di forti venti. Gli incendi in Spagna e Portogallo hanno causato la morte di 8 persone, costretto più di 35mila persone all’evacuazione e bruciato oltre 640mila ettari, pari a circa due terzi dell’area totale bruciata in Europa quest’anno. La maggior parte dei roghi ora è sotto controllo, secondo le autorità, poiché le temperature sono calate sensibilmente.

Il WWA, un gruppo di ricercatori che analizza se e in che misura gli eventi meteorologici estremi siano collegati al cambiamento climatico, si è concentrato sulle condizioni che hanno permesso ai roghi iberici di diffondersi così rapidamente, anche durante il periodo di 10 giorni più caldo mai registrato in Spagna lo scorso agosto, secondo l’agenzia meteorologica nazionale AEMET. Senza cambiamento climatico, simili ondate di dieci giorni di caldo, siccità e vento sarebbero eventi rari, attesi solo una volta ogni 500 anni, hanno scoperto i ricercatori.

I ricercatori hanno citato anche altri fattori che hanno contribuito alla gravità degli incendi, tra cui i grandi spostamenti di popolazione avvenuti in Spagna e Portogallo nel corso dei decenni, dalle campagne verso le città. Lo studio ha sottolineato che ciò ha prodotto vaste aree di campi e foreste abbandonati e incolti, che alimentano ulteriormente le fiamme. Rimuovere la vegetazione con macchinari, incentivare il pascolo di pecore, cavalli e capre e ricorrere ad altri metodi, come le bruciature controllate, ridurrebbe il rischio durante le stagioni degli incendi, hanno affermato i ricercatori.

Lunedì il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha proposto un piano in 10 punti per preparare meglio il Paese ai disastri naturali aggravati dal cambiamento climatico. Il piano include anche la cooperazione con Portogallo e Francia.