Al Padiglione Italia di Expo 2025 Osaka è stato ufficializzato l’insediamento dell’Università delle Nazioni Unite a Bologna grazie all’accordo con il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, durante la settimana di protagonismo dell’Emilia-Romagna. Durante l’evento è stato approfondito anche il confronto sulle implicazioni dell’Intelligenza artificiale per lo sviluppo umano e per il futuro della nostra società. “Bologna è la sede dell’università più antica del mondo, e questo è ovviamente molto importante dal punto di vista storico per noi“, ha dichiarato Tshilidzi Marwala, Rettore della United Nations University, sottolineando che l’obiettivo è “promuovere un’intelligenza artificiale che sia inclusiva“. E affinché sia inclusiva, “l’accesso alle strutture informatiche è molto, molto importante“, ha aggiunto Marwala ricordando come “Bologna e la regione Emilia-Romagna hanno investito molto” sui computer di supercalcolo per l’Intelligenza artificiale ed “è molto importante per noi essere lì, in modo da poter promuovere un’intelligenza artificiale inclusiva, che affronti problemi importanti, ma che non abbiano necessariamente un senso dal punto di vista commerciale” e che possano aiutare, per esempio, ad “affrontare i problemi legati al cambiamento climatico”.
Bologna: centro principale del supercalcolo europeo
“Sono anni che la Regione Emilia-Romagna collabora con l’Università delle Nazioni Unite che ha la sede principale proprio qui a Tokyo ed è prossima all’apertura di una sede a Bologna, la 14esima, che sarà incentrata sull’intelligenza artificiale“, ha dichiarato Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna. La prossima apertura “non è una scelta casuale“, ha spiegato de Pascale, perché “Bologna è sede di uno dei più importanti centri di supercalcolo a livello internazionale, il più importante sicuramente dell’Unione europea per l’intelligenza artificiale“. E questo ha delle “applicazioni strategiche per la manifattura, per il contrasto ai cambiamenti climatici, per la transizione energetica, la mitigazione, l’adattamento, ma anche per la salute pubblica e per tanti altri elementi che cambieranno in maniera radicale le nostre vite“. L’Emilia-Romagna, ha concluso il presidente della Regione, “ha una rete universitaria di primissimo piano” e “con l’Università delle Nazioni Unite si candida ad essere un polo internazionale per le sfide del tempo che stiamo vivendo“.


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