“Sei onicotecnica ed è l’1 settembre”, è il claim con cui si apre un video ironico in cui si vede una professionista con uno scatolone in mano intenta a svuotare scaffali pieni di smalti. Il riferimento è al nuovo corso che si apriva questo lunedì, quando è entrato ufficialmente in vigore il divieto di utilizzo di gel e smalti semipermanenti contenenti due sostanze vietate dall’Ue (Tpo e Dmta), perché classificate come “presunte tossiche per la riproduzione umana”, principalmente sulla base di studi sugli animali. E non è l’unico video sul tema: i social sono inondati di post, meme, spiegazioni, aggiornamenti, avvisi anti fake news. Il messaggio dominante negli interventi? No a panico e clamore, facciamo chiarezza. Queste le reazioni degli operatori del settore, che principalmente puntano a rassicurare sull’assenza di rischi e minimizzano eventuali difficoltà con le nuove regole.
Le reazioni
“Ridiamo per non piangere”, è il commento sempre in chiave ironica sul profilo di un centro estetico milanese, che rassicura: “noi utilizziamo prodotti professionali di aziende che avevano già provveduto a sostituire questo componente chimico, perciò siete al sicuro”. Un titolare di un’azienda che produce e distribuisce prodotti cosmetici professionali denuncia invece su Instagram il fatto che sono circolate informazioni false, ad esempio che le sostanze bandite fossero cancerogene (in realtà non è questo il potenziale rischio alla base del divieto). L’esperto precisa poi che non sono stati utilizzati fino ad oggi prodotti pericolosi, si augura che tutto il settore lavori con trasparenza e dia corrette informazioni e invita “clienti e competitor a non sfruttare il clima di panico come leva di marketing”.
Un altro profilo, di una realtà che offre anche formazione e aggiornamento in campo estetico, lancia un appello: “aiutaci a sfatare i falsi miti”, si legge nel post in cui viene pubblicato uno schema in cui si elencano solo le informazioni verificate e si precisa, fra i vari punti, che nei cosmetici professionali il Tpo era già autorizzato in misura molto ridotta, “fino al 5% di concentrazione, quantità considerata sicura e non pericolosa nei normali usi, poiché l’esposizione reale per l’operatrice e la cliente era minima e breve”.
Non solo meme e ironia, dunque (come nel caso di un altro video in cui si vede la palette dei colori di smalti fra le mani della cliente ridursi a quota 3 nell’era ‘Tpo free’), ma anche volontà di spiegare esattamente i termini del problema e cosa cambia. C’è chi minimizza l’impatto, chiarendo di aver avuto tempo per predisporre il nuovo corso, e chi invece segnala di aver avuto danni economici legati all’aver dovuto eliminare centinaia di smalti per adeguarsi alle nuove regole, e informa che nel proprio centro “arriveranno nuovi prodotti, ma servirà un po’ di tempo per ricostruire una gamma ampia”.


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