Germania, via libera alle trivellazioni di One-Dyas nel Mare del Nord: esplorazioni al largo di Borkum

L’autorità mineraria della Bassa Sassonia approva il progetto in nome della sicurezza energetica, ma ambientalisti e Fridays for Future annunciano proteste e possibili azioni legali per i rischi sull’ecosistema e sul patrimonio Unesco del Mare dei Wadden

È stato formalmente accordato all’operatore energetico olandese One-Dyas il consenso per avviare le perforazioni in cerca di gas naturale nelle acque del Mare del Nord antistanti l’isola di Borkum, questa volta in acque di sovranità tedesca. L’Autorità mineraria ed energetica della Bassa Sassonia (LBEG) ha infatti approvato la richiesta dell’azienda, motivando la decisione con il preminente interesse pubblico verso una transizione energetica sicura e la necessità di ridurre la dipendenza dalle importazioni di gas extra-Ue, soprattutto alla luce dell’attuale contesto geopolitico incerto. L’ente ha sottolineato come, nel periodo corrente, industria e cittadini rimangano fortemente dipendenti dalle materie prime fossili.

Le proteste

Non mancano però le voci contrarie: associazioni ambientaliste e una parte dello stesso governo regionale della Bassa Sassonia si oppongono allo sfruttamento del giacimento, che si trova in prossimità del Parco Nazionale del Mare dei Wadden. La preoccupazione sull’isola di Borkum è particolarmente alta per le possibili ripercussioni ambientali sull’ecosistema insulare e sull’adiacente patrimonio mondiale Unesco, considerato che la piattaforma di estrazione sarà situata a circa venti chilometri dalla costa. L’organizzazione ambientalista Deutsche Umwelthilfe (DUH) ha criticato aspramente la decisione dell’autorità della Bassa Sassonia, definendola “un segnale fatale contro la protezione del clima e dei mari”.

Il direttore federale della DUH, Sascha Müller-Kraenner, ha dichiarato che è “del tutto irresponsabile che le autorità vogliano ora far passare un’autorizzazione i cui impatti sul clima e sulla natura sono ancora sottoposti a esame giudiziario”. La DUH ha annunciato di stare valutando azioni legali contro la decisione. Insieme al movimento per la protezione del clima Fridays for Future, l’organizzazione ambientalista ha inoltre in programma di protestare contro il progetto con un campo climatico sull’isola di Borkum nel prossimo fine settimana.