Aumentano le probabilità di un mega-terremoto nella Fossa di Nankai, la depressione oceanica al largo della costa sudoccidentale del Giappone, dove la placca tettonica del Mare delle Filippine si infila sotto quella eurasiatica, e teatro dei maggiori terremoti degli ultimi 150 anni. Secondo il Comitato di indagine sui disastri naturali, la probabilità stimata passa dall’80% a una forchetta compresa tra il 60% e il 90%, o anche superiore. Una revisione che, chiarisce il panel scientifico, non indica un aumento del pericolo, ma riflette un nuovo metodo di calcolo che tiene conto degli errori nei dati e delle incertezze nelle previsioni.
“La situazione resta invariata: un sisma può verificarsi in qualsiasi momento. È fondamentale continuare a rafforzare la preparazione ai disastri“, ha dichiarato il Presidente del comitato, Naoshi Hirata, professore emerito dell’Università di Tokyo.
Nel 2013, la stima era tra il 60% e il 70%, basata sugli intervalli tra i grandi terremoti del passato e sui dati dell’innalzamento della crosta terrestre registrati nella prefettura di Kochi, sull’isola di Shikoku – legati a tre eventi sismici risalenti al XVIII secolo. Con il passare del tempo dall’ultimo sisma, la probabilità era stata innalzata fino all’80% a gennaio di quest’anno.
La revisione attuale si basa su nuove ricerche che hanno restituito una stima inferiore, tra il 20% e il 50%; tuttavia, il comitato ha deciso di dare priorità allo scenario con la probabilità più alta, per sottolineare l’urgenza della preparazione.
La Fossa di Nankai si estende per circa 900km lungo la costa pacifica del Giappone, e i mega-terremoti in quest’area si verificano storicamente ogni 100-150 anni. Sono passati circa 80 anni dagli ultimi grandi eventi sismici collegati alla Fossa: i terremoti del Tonankai (1944) e del Nankai (1946).


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