Il 25 settembre torna la Mediterranean Coast Day, la Giornata della Costa Mediterranea organizzata dal Priority Actions Programme Regional Activity Centre (PAP/RAC) nell’ambito della Convenzione di Barcellona – UNEP/MAP. L’evento mette al centro le sfide urgenti che minacciano le nostre coste e lancia un forte appello all’azione. Quest’anno il tema scelto, “Inspiring Impact: Mediterranean Institutions for Coastal Resilience”, sottolinea l’urgenza di una collaborazione stretta tra istituzioni e cittadini per salvaguardare una delle aree più vulnerabili del pianeta. La costruzione di fiducia, la condivisione della conoscenza e l’azione comune non sono più un’opzione: rappresentano la chiave per proteggere le coste e i 150 milioni di persone che da esse dipendono.
Vite e coste a rischio
Il Mediterraneo è sotto pressione come mai prima d’ora:
- l’urbanizzazione incontrollata e il turismo di massa degradano ambienti fragili,
- l’inquinamento, lo sfruttamento eccessivo delle risorse e la perdita di habitat mettono in pericolo la biodiversità,
- gli impatti del cambiamento climatico amplificano ogni minaccia.
Il rapporto Med 2050 di UNEP/MAP – Plan Bleu lancia un allarme: senza un cambiamento radicale, entro il 2050 il Mediterraneo rischia una trasformazione profonda dei suoi ecosistemi marini e un degrado diffuso delle condizioni di vivibilità. Le previsioni sono preoccupanti:
- +2,3 °C rispetto ai livelli pre-industriali,
- +40 cm di innalzamento del livello del mare,
- -20% di specie marine sfruttate,
- -17% di rese agricole,
- gravi carenze idriche in quasi tutto il bacino.
“A questo si aggiunge la crescita demografica: la popolazione regionale potrebbe aumentare fino al 30%, toccando i 690 milioni di abitanti, con una forte migrazione verso le città costiere spinta da siccità e crisi climatiche interne. Gli effetti sono già visibili: eventi meteorologici estremi hanno colpito l’intero bacino negli ultimi 12 mesi. Dalla DANA in Spagna con oltre 220 vittime, alle alluvioni di Venezia, fino alle ondate di calore record e all’erosione accelerata in Tunisia, i segnali non lasciano dubbi”.
Soluzioni mediterranee per la resilienza
Nonostante le difficoltà, il Mediterraneo sta tracciando la strada della resilienza. L’applicazione della Gestione Integrata delle Zone Costiere (ICZM) e della Pianificazione Spaziale Marina (MSP) dimostra che l’azione locale può affrontare sfide globali, con un approccio ecosistemico che connette terra e mare, scienza e politica, istituzioni e comunità.
Dal 2008, grazie al Protocollo ICZM adottato da 21 Paesi mediterranei e dall’UE, esiste un quadro giuridico unico al mondo che coniuga sviluppo economico, sociale e culturale con la protezione di paesaggi ed ecosistemi.
Cittadini e istituzioni uniti per il futuro
La Mediterranean Coast Day celebra le iniziative che trasformano le politiche in realtà. Alcuni esempi:
- Slovenia, con soli 46 km di costa, ha rigenerato zone umide, trasformato una strada costiera in parco pubblico e creato corridoi blu-verdi che riconnettono natura e cittadini.
- Nord Africa, dove il progetto Mubadarat di IUCN Med sostiene azioni locali, dalla tutela delle tartarughe marine in Sinai al recupero della pesca tradizionale in Tunisia.
- Grecia, con il programma HELMEPA, ha formato 5.500 Climate Ambassadors e coinvolto oltre mezzo milione di volontari nelle pulizie delle spiagge.
- Italia, con Genova 2050, sta reinventando il rapporto città-mare, progettando corridoi costieri a zero emissioni e nuove soluzioni basate sulla natura.
A guidare queste esperienze c’è il lavoro di PAP/RAC, con sede a Spalato, che da quasi 50 anni trasforma protocolli e strumenti in azioni concrete: dai programmi di gestione costiera ai progetti di restauro ambientale, fino al supporto tecnico ai governi.
Un appello che non può attendere
Il Mediterraneo è allo stesso tempo fragile e pionieristico. Le sfide sono enormi, ma gli esempi di resilienza dimostrano che il cambiamento è possibile se istituzioni, comunità e cittadini agiscono insieme. La Giornata della Costa Mediterranea del 25 settembre non è solo una ricorrenza: è un richiamo urgente alla responsabilità collettiva per garantire un futuro vivibile alle nostre coste e a chi le abita.


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