Un gruppo di orsi polari ha preso possesso di un villaggio abbandonato su una remota isola artica, trasformando gli edifici fatiscenti di una vecchia stazione di ricerca sovietica nel proprio temporaneo rifugio. Le immagini, spettacolari quanto inquietanti, sono state catturate dal fotografo e travel blogger russo Vadim Makhorov, durante una recente spedizione nell’estremo nord-est della Russia. Makhorov ha utilizzato un drone per documentare la scena: diversi orsi polari – alcuni comodamente sdraiati, altri che si aggirano tra le stanze o si affacciano alle finestre – appaiono completamente a loro agio tra le rovine della stazione meteorologica, dismessa nel 1992 dopo lo scioglimento dell’Unione Sovietica.
Un rifugio tra i resti del passato
L’isola di Kolyuchin, situata nel Mare di Chukchi, è rimasta disabitata per oltre trent’anni. Oggi, complici i cambiamenti ambientali in corso nell’Artico, è diventata un luogo insolitamente accogliente per questi grandi predatori.
Secondo quanto riportato da Reuters, il video mostra oltre una decina di orsi polari all’interno e nei dintorni degli edifici abbandonati. Le riprese mostrano animali apparentemente tranquilli, che esplorano o sostano nei locali in muratura, protetti dalle rigide condizioni climatiche esterne.
Un precedente famoso: i celebri scatti di Dmitry Kokh nel 2021
Questa non è la prima volta che l’isola di Kolyuchin diventa teatro di una simile scena. Nel settembre 2021, il fotografo naturalista russo Dmitry Kokh si trovava con il suo team nella penisola di Chukotka, intento a raggiungere l’Isola di Wrangel, celebre per l’elevata concentrazione di orsi polari. Costretti a cercare riparo a causa di una tempesta, si fermarono proprio a Kolyuchin, dove fecero una scoperta sorprendente: tra i 15 e i 20 orsi polari si aggiravano tra le rovine della vecchia stazione meteorologica sovietica.
Incapace di avvicinarsi per motivi di sicurezza, Kokh impiegò un drone per fotografare gli orsi all’interno delle strutture. Una delle immagini, intitolata “House of Bears“, raffigura un orso che osserva fuori da una finestra ed è diventata virale in tutto il mondo, vincendo anche il prestigioso premio “Wildlife Photographer of the Year“, assegnato dal Natural History Museum di Londra.
L’autenticità delle immagini e l’insolito contrasto tra natura selvaggia e rovine artificiali hanno suscitato grande interesse globale, diventando un simbolo della crescente interazione tra fauna selvatica e strutture abbandonate nell’Artico.
Un fenomeno naturale o un segnale d’allarme?
Le immagini, diventate rapidamente virali online, hanno affascinato il pubblico per la loro bellezza e singolarità. Ma gli esperti invitano alla cautela: la presenza degli orsi in aree abitate – seppur abbandonate – è un sintomo evidente dei cambiamenti in atto nell’ecosistema artico. È un comportamento che ormai osserviamo sempre più spesso. Gli orsi non trovano più il ghiaccio necessario per sopravvivere, e questo li spinge a esplorare luoghi dove prima non si sarebbero mai avventurati.
Il caso di Kolyuchin non è isolato: già nel 2019, nel villaggio di Ryrkaypiy, più di 50 orsi si erano radunati vicino a un centro abitato, costringendo gli abitanti a rimanere chiusi in casa per giorni.
Le autorità e gli ambientalisti ribadiscono un messaggio chiaro: non avvicinarsi. Anche se le immagini possono dare l’idea di un’oasi pacifica, gli orsi polari restano “predatori apex“, potenzialmente molto pericolosi per l’uomo.
Le riprese sono state effettuate in sicurezza. Secondo quanto riportato da fonti affidabili come Reuters e BBC Future, sono autentiche e non presentano segni di manipolazione digitale o generazione tramite intelligenza artificiale – un dubbio che talvolta emerge quando circolano video del genere online.









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