Gli scienziati temono la fine del “Nastro Trasportatore” oceanico atlantico: ecco cosa significa per l’Europa

In scenari ad alte emissioni, l'AMOC un sistema chiave di correnti oceaniche che include anche la Corrente del Golfo, potrebbe interrompersi dopo il 2100

Un nuovo studio, frutto della collaborazione di esperti tra cui quelli del Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK), ha sollevato l’allarme sul futuro del clima globale. La ricerca, basata su proiezioni a lungo termine, suggerisce che il Capovolgimento meridionale della circolazione atlantica, un sistema cruciale di correnti oceaniche che include la famosa Corrente del Golfo, potrebbe subire un collasso irreversibile. Secondo le analisi, questo scenario catastrofico potrebbe verificarsi dopo il 2100, con la conseguenza di un’interruzione del flusso di calore verso Nord che causerebbe siccità estive e inverni estremamente rigidi nell’Europa nordoccidentale, oltre a significativi cambiamenti nelle fasce di precipitazioni tropicali.

Che cos’è il Capovolgimento meridionale della circolazione atlantica?

Il Capovolgimento meridionale della circolazione atlantica è un sistema di correnti oceaniche che agisce come un gigantesco nastro trasportatore. Porta acqua calda e salata dalle regioni tropicali verso Nord in superficie, per poi riportare acqua più fredda e densa verso Sud in profondità. Questo meccanismo di “ribaltamento” è fondamentale per il clima, poiché trasporta calore, contribuendo a mantenere le temperature in Europa settentrionale relativamente miti.

Il punto di non ritorno

Lo studio, pubblicato su Environmental Research Letters, ha analizzato le proiezioni climatiche fino al 2500. I risultati mostrano che, in tutti gli scenari ad alte emissioni e in alcuni scenari intermedi e a basse emissioni, la circolazione oceanica nell’Atlantico settentrionale rallenta drasticamente entro il 2100 e si arresta completamente in seguito.

Gli scienziati ritengono che il punto di non ritorno che innesca il collasso del Capovolgimento meridionale della circolazione atlantica sia il blocco della convezione profonda invernale nei mari del Labrador, Irminger e nordici. A causa del riscaldamento globale, l’atmosfera non è più sufficientemente fredda per raffreddare la superficie dell’oceano durante l’inverno. Di conseguenza, l’acqua superficiale rimane più calda e leggera, rendendola meno incline a sprofondare e a mescolarsi con le acque più profonde.

Questo indebolimento della miscelazione verticale innesca un circolo vizioso: il rallentamento del Capovolgimento meridionale della circolazione atlantica porta meno acqua calda e salata verso Nord, le acque superficiali diventano meno salate e meno dense, e questo riduce ulteriormente la loro capacità di affondare, perpetuando il processo.

Conseguenze e prospettive

Secondo Stefan Rahmstorf, capo del dipartimento di ricerca sull’analisi del sistema terrestre del PIK, il punto di non ritorno potrebbe verificarsi “nei prossimi decenni“. Una volta superato, il collasso del Capovolgimento meridionale della circolazione atlantica diventa inevitabile a causa del feedback auto-rinforzante.

Gli scienziati sottolineano che le osservazioni recenti mostrano già una tendenza al ribasso nella convezione profonda. La ricerca ha anche tenuto conto di un fattore spesso trascurato nei modelli standard: l’acqua dolce aggiuntiva derivante dallo scioglimento dei ghiacci della Groenlandia. Questo potrebbe spingere il sistema ancora più velocemente verso il punto di non ritorno.