Groenlandia al centro della scena: al via le esercitazioni NATO nell’Artico

La scelta della Groenlandia non è casuale: l'isola è stata recentemente al centro di tensioni diplomatiche

La Groenlandia, territorio autonomo danese, torna sotto i riflettori geopolitici. Da oggi e fino al 19 settembre l’isola ospita imponenti esercitazioni militari che vedono impegnati la Danimarca e altri 4 Paesi della NATO: Francia, Norvegia, Svezia e Germania. L’iniziativa, organizzata in coordinamento con il governo groenlandese, punta a rafforzare la prontezza operativa delle forze armate in un’area considerata sempre più strategica. Ciò in risposta “alla crescente attenzione alla situazione della sicurezza nell’Artico“, ha dichiarato il Ministero della Difesa danese, che negli ultimi mesi ha intensificato la propria presenza nella regione.

Le esercitazioni NATO

Circa 550 soldati prenderanno parte alle esercitazioni. La Danimarca metterà in campo una fregata, 2 elicotteri e 2 caccia F-16, mentre la Francia schiererà una nave, un aereo cisterna e fanteria equipaggiata con droni. Norvegia e Svezia contribuiranno con unità della Guardia Nazionale, e la Germania parteciperà con osservatori militari. I reparti si addestreranno in scenari complessi: dall’abbordaggio navale alla protezione delle infrastrutture critiche, fino a operazioni di soccorso e utilizzo di droni.

Groenlandia al centro

La scelta della Groenlandia non è casuale. L’isola, già sede di una storica base statunitense frutto di un accordo con Copenaghen risalente a 70 anni fa, è stata recentemente al centro di tensioni diplomatiche. Il presidente americano Donald Trump ha manifestato apertamente interesse a “prenderne il controllo” per ragioni di sicurezza nazionale, provocando dure reazioni sia da parte del governo danese che delle autorità locali.

Parallelamente, lo scorso gennaio Copenaghen ha annunciato un piano di investimenti da 15 miliardi di corone (circa 2 miliardi di euro) per rafforzare la difesa artica. Il programma prevede l’acquisto di 2 nuove navi, 2 droni a lungo raggio e lo sviluppo delle capacità satellitari del Paese.

Con queste nuove manovre congiunte, l’Artico si conferma dunque non solo teatro di cambiamenti climatici, ma anche di crescenti interessi strategici e militari.