I pattern paleoclimatici offrono indizi sul riscaldamento futuro: lo studio

Uno studio ha analizzato 10 milioni di anni di registrazioni della temperatura superficiale del mare per determinare il riscaldamento relativo di diverse regioni oceaniche sotto l'aumento dei livelli di CO2

L’aumento dei livelli di anidride carbonica (CO₂) è collegato all’aumento delle temperature nell’atmosfera terrestre. Tuttavia, i lenti processi di feedback, tra cui l’accumulo di calore negli oceani e i cambiamenti nel ciclo del carbonio, fanno sì che a volte tali variazioni di temperatura non si manifestino immediatamente; possono volerci decenni, o addirittura millenni, prima che la Terra raggiunga l’equilibrio. Tuttavia, diversi modelli climatici generano stime molto diverse su quando tale equilibrio verrà raggiunto.

Una delle ragioni di queste differenze è l'”effetto pattern”, ovvero il modo in cui variazioni irregolari della temperatura superficiale del mare possono creare distinti pattern di riscaldamento oceanico che influenzano la circolazione atmosferica e quindi la copertura nuvolosa, le precipitazioni e il trasferimento di calore. Questa complessa interazione di fattori può aumentare o diminuire il riscaldamento e plasmare la sensibilità del clima ai gas serra.

Un modo per prevedere come potrebbero apparire i pattern di riscaldamento a lungo termine è guardare al passato. Scoprire pattern nei dati paleoclimatici, soprattutto in periodi in cui la Terra ha sperimentato un clima più caldo, può fornire informazioni sui pattern di riscaldamento futuri.

Un nuovo studio

Yi Ge Zhang e colleghi hanno analizzato 10 milioni di anni di registrazioni della temperatura superficiale del mare per determinare il riscaldamento relativo di diverse regioni oceaniche sotto l’aumento dei livelli di CO2. I loro risultati sono stati pubblicati sulla rivista AGU Advances.

Lo studio ha utilizzato il Western Pacific Warm Pool, il corpo idrico superficiale più grande e caldo del pianeta, come punto di riferimento, confrontando i suoi dati sulla temperatura superficiale del mare con quelli di altri 17 siti oceanici per stabilire un pattern di riscaldamento globale.

I ricercatori hanno poi confrontato il riscaldamento mostrato in questi dati paleoclimatici con i risultati di diversi modelli che simulano il riscaldamento sulla base di una brusca quadruplicazione della CO2 rispetto ai livelli preindustriali. Hanno scoperto che i dati paleoclimatici e i risultati modellati mostravano pattern di riscaldamento simili su scala millenaria, soprattutto alle latitudini più elevate.

Quando entrambi sono stati confrontati con gli ultimi 160 anni di misurazioni della temperatura superficiale del mare, tuttavia, si sono riscontrate alcune differenze nei pattern di riscaldamento. Il riscaldamento moderno è ancora in uno stato transitorio, influenzato dall’assorbimento di calore dell’oceano, mentre il paleopattern rappresenta la risposta di equilibrio completa.

Ci vorranno migliaia di anni per raggiungere un nuovo equilibrio, osservano i ricercatori. Lo studio suggerisce che, rispetto all’attuale riscaldamento transitorio, i futuri pattern di riscaldamento saranno più intensi alle medie e alte latitudini, compresi il Pacifico settentrionale, l’Atlantico settentrionale e gli oceani meridionali. Questo riscaldamento alle alte latitudini sarà probabilmente più intenso di quanto suggerito dalle stime precedenti, ed è più pronunciato nelle proiezioni a livello millenario che in quelle a livello secolare.