Le grandinate sono tra i fenomeni meteorologici più distruttivi: possono compromettere raccolti agricoli, danneggiare infrastrutture e mettere a rischio la sicurezza delle persone. Negli ultimi decenni, la comunità scientifica ha iniziato a sospettare che il cambiamento climatico stia intensificando la frequenza e la gravità di questi eventi, ma la mancanza di osservazioni a lungo termine ha reso difficile confermarlo con certezza. Un nuovo studio pubblicato su Nature Communications colma questa lacuna, offrendo per la prima volta una prospettiva millenaria sull’evoluzione delle grandinate in Cina.
Un archivio millenario
Il team guidato da Qinghong Zhang (Peking University) ha analizzato un vastissimo corpus di dati, che comprende:
- Cronache storiche cinesi dal 886 a.C. al 1948, ricche di riferimenti a disastri naturali;
- Registrazioni governative dei danni da grandine (1949–2000);
- Osservazioni da oltre 2.000 stazioni meteorologiche distribuite sul territorio cinese (1950–2010).
Grazie a questa ricostruzione, gli studiosi hanno potuto osservare l’andamento dei giorni con grandinate dal 1500 al 1948 con un’affidabilità mai raggiunta prima. Il quadro è chiaro: prima del 1850 il numero di giorni con grandine rimaneva stabile, intorno a 10 all’anno, mentre dopo l’avvio della Rivoluzione Industriale si è osservato un forte incremento, fino a circa 60 giorni all’anno negli anni ’40 del Novecento.
Il legame con il riscaldamento globale
Per comprendere le cause di questa crescita, i ricercatori hanno confrontato i dati con ricostruzioni storiche delle temperature globali. Attraverso l’analisi CEEMDAN (Complete Ensemble Empirical Mode Decomposition with Adaptive Noise), è emersa una fortissima correlazione (coefficiente 0,99) tra l’aumento della temperatura globale e l’incremento dei giorni con grandine dopo il 1800.
Oltre alla tendenza di fondo legata al riscaldamento, sono stati identificati due cicli di variabilità naturale:
- uno quasi-centenario (circa 90 anni), dominante prima del 1850;
- uno multidecadale (50–70 anni), prevalente dopo il 1850.
Questi cicli sono modulati principalmente dalla Pacific Decadal Oscillation (PDO), che influenza le condizioni di umidità e instabilità atmosferica in Cina.
Proiezioni future: scenari preoccupanti
Il gruppo ha sviluppato un modello basato su reti neurali convoluzionali (CNN e CNN-BiLSTM) addestrato sui dati dal 1500 al 1948, capace di simulare sia le tendenze di lungo periodo sia le oscillazioni naturali.
I risultati allarmanti
- entro il 2072, sotto lo scenario climatico peggiore (RCP 8.5), i giorni con grandine in Cina potrebbero crescere del 107% rispetto al 2017 (da 300 a oltre 620 all’anno);
- anche con scenari più mitigati (RCP 2.6 e 4.5), l’aumento previsto varia tra il 59% e il 75%.
Secondo le proiezioni, il numero di giorni con grandine potrebbe ridursi leggermente dopo gli anni ’70 del XXI secolo, ma senza mai tornare ai livelli osservati nel XX secolo.
Impatti e incertezze
Questi risultati hanno implicazioni rilevanti per la gestione del rischio agricolo e infrastrutturale in Cina e, più in generale, per le regioni del mondo esposte a fenomeni simili. L’aumento della frequenza delle grandinate può comportare perdite economiche crescenti e nuove sfide per la sicurezza alimentare. Gli autori evidenziano le incertezze legate a fattori antropici non inclusi nel modello, come:
- urbanizzazione, che aumenta le temperature locali e favorisce la convezione;
- aerosol, che possono influenzare la formazione delle nubi in modi contrastanti;
- cambiamenti nell’uso del suolo, che alterano la distribuzione dell’umidità e la stabilità atmosferica.


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